MilanOltre continua con Incubatore e il nuovo spettacolo di Simona Bertozzi

4 OTTOBRE | SALA SHAKESPEARE ORE 20.30 

VETRINA ITALIA DOMANI / Under35 in Scena 

Incubatore coreografico C.I.M.D. 

ERROR#1 + Idillio + Eigengrau  

coreografie sviluppato all’interno di incubatore per futuri coreografi c.i.m.d. 

ERROR#1 

coreografia e danza Martina Gambardella 

co-produzione CodedUomo Choreography and Research 

collaborazione Fabbrica Europa 

coreografie di giovani autori selezionati 

Idillio 

coreografia e danza Lorenzo Morandini 

musiche Little Big & Tatarka 

Eigengrau 

coreografia Giorgia Fusari 

danza Giorgia Fusari, Serena Pedrotti, Maria Chiara Vitti 

musiche originali Augusto Grenga e Diego Santamaria 

supporto residenziale Fabbrica Europa, Anghiari Dance Hub 

L’idea di questo progetto, sostenuto da MIBAC, nasce dal percorso di Franca Ferrari, formatrice e coreografa milanese dal 1979, fondatrice del C.I.M.D (Centro Internazionale di Movimento e Danza) e operatrice culturale da sempre attenta al panorama della danza contemporanea e al futuro della ricerca coreografica. Gli artisti che aspirano a diventare coreografi, all’interno del panorama della danza contemporanea nazionale, faticano a emergere perché non sono preparati al passaggio che devono compiere nel momento in cui finiscono la loro formazione di danzatore-interprete e si affacciano alla professione che vorrebbero intraprendere. Questo si propone l’obiettivo di agevolare il passaggio tra la fine della formazione da danzatore e l’inizio della professione di coreografo. Il lavoro della creazione coreografica implica caratteristiche molto diverse e in sinergia tra loro: drammaturgiche, registiche, tecniche, comunicative, progettuali, manageriali e organizzative. Gli artisti selezionati dialogano con tre giovani ma già affermati coreografi, Marco D’Agostin, Daniele Ninarello e Davide Valrosso sul tema Le pratiche del corpo come riferimento di una delle tendenze del linguaggio contemporaneoERROR#1 nasce dalla pratica dell’abitare il qui e ora, dal cogliere percettivamente i dettagli di un flusso inafferrabile che informano, rigenerano ed espandono continuamente il senso dell’essere presenti. Nel superamento tra il dentro e il fuori, nello scarto tra l’io e l’altro, il corpo evolve sconfinando, ri-conoscendo il proprio essere diffuso e complesso. Il lavoro guarda alla complessità dell’essere permeabili, del resistere come canale di cambiamento, del lasciarsi toccare fino a muoversi e della possibilità di cambiare come dissolvenza dell’idea di un sé fisso e finito. La natura viva ed estesa della percezione guida l’intero processo e pone il corpo in un costante stato di ascolto, di attesa e pre-sentimento dell’altro. Idillio, un solo coreografico sotto pressione, in cui il corpo reagisce al peso con azioni senza scopo. Una condizione di crisi creata dal sovraccarico di stimoli e sollecitazioni quotidiane, che sfocia inevitabilmente in una rottura con la realtà e in una presa di distanza. Ma anche un percorso emotivo e fisico verso nuovi equilibri, attraverso la ricerca e la scoperta di nuove definizioni di quiete. «Tutti i tempi sono, per chi ne esperisce la contemporaneità, oscuri», così scrive Giorgio Agamben in Che cos’è il contemporaneo? Eigengrau si snoda attorno a questa frase, trovando il proprio campo di movimento in una serie di domande: come si muovono e dialogano i corpi nel presente? cosa si frappone tra i corpi e gli oggetti? Eigengrau, che in tedesco significa propria luce, è una coreografia che si sviluppa nell’indagine tra due concetti opposti: confusione e chiarezza. 

MARTINA GAMBARDELLA di origine napoletana, si forma come danzatrice tra Milano e Leeds presso il C.I.M.D. diretto da Franca Ferrari e la Northern School of Contemporary Dance. A Berlino segue per un anno l’Axis Syllabus International Research Community Hub e consegue il diploma in Developing Artistic Practice presso la London Contemporary Dance School. Attualmente artista associata di CodedUomo Choreography and Research, porta avanti il suo percorso di ricerca coreografica, incentrato su una costante riflessione sull’abitare e sul divenire altro della materialità del corpo tra il C.I.M.D. e il collettivo Cavadoras di Berlino. 

LORENZO MORANDINI si forma presso il TNT di Torino, studia danza contemporanea al Trinity Laban di Londra, tra i suoi insegnanti Marina Collard, Zoi Dimitriou, Julia Gleich. Nel 2018 presenta le sue performance presso l’Università Cattolica di Milano e al festival Più Che Danza!.Nel 2019 presenta una sua performance al Teatro India di Roma e nel progetto Ecoismi. Partecipa ai festival MilanOltre e Più che danza! con Idillio, progetto coreografico per cui riceve una residenza presso Movimento Danza a Napoli e riceve il secondo premio al concorso Residanza 2019. Insegna danza contemporanea presso diverse sedi in Trentino e sul territorio nazionale. 

GIORGIA FUSARI si diploma presso il C.I.M.D. di Milano diretto da Franca Ferrari. Nel 2020 il suo lavoro Eigengrau viene selezionato da Anghiari Dance Hub. Le sue coreografia vengono programmate dai festival Tendance, MilanOltre, Più Che Danza!, Ecoismi. Ha collaborato come interprete con: Franca Ferrari in Sorgente, con Ana Mazzei e Regina Parra in Ophelia, con GianMarco Porru in Senza Titolo (Molto vicino al cielo), con Giacomo Giannangeli in Preludio. 

6 OTTOBRE | SALA SHAKESPEARE ORE 20.30 

NEXUS – New Ensemble Xenia Turin / SIMONA BERTOZZI  

Tra le linee. Coreografia per doppio quartetto 

coreografia Simona Bertozzi 

ideazione Simona Bertozzi e Claudio Pasceri 

programma musicale: 

Riccardo Perugini, Ad Io per violoncello ed elettronica (prima esecuzione assoluta) 

L.v. Beethoven, Die Grosse Fuge op 133 per quartetto d’archi 

Wolfgang Rihm, Zwischen den Zeilen per quartetto d’archi (prima esecuzione italiana) 

librettista Leonardo De Santis 

interpreti Giulio Petrucci, Manolo Perazzi, Sara Sguotti, Oihana Vesga, Simona Bertozzi 

musiche NEXT, New Ensemble Xenia Turin 

Adrian Pinzaru, Eilis Cranitch violino – Enrico Carraro viola – Claudio Pasceri violoncello 

luci e set spazio Giuseppe Filipponi 

costumi Katia Kuo 

coproduzione Torinodanza Festival/Teatro Stabile di Torino – Teatro Nazionale, EstOvest Festival, Nexus e MilanOltre Festival 

con il contributo di MiBACT, Regione Emilia Romagna, Compagnia di San Paolo, Regione Piemontein collaborazione con Lavanderia a Vapore – Centro di Residenza Coreografica, Ateliersi Bologna 

Cinque danzatori e un quartetto d’archi a comporre una architettura di fisicità,  

tra gesto danzato e sonoro. 

«Tra le linee intende affermare la potenza di un incontro in cui coreografia e musica dialogano tra densità e svuotamento, tra apparizioni e fughe. Sulla scena cinque danzatori e un quartetto d’archi, a comporre una architettura di fisicità tra gesto danzato e sonoro che si dipana sulla dimensione del limite»: la coreografa e danzatrice Simona Bertozzi introduce la creazione in prima nazionale il 2 e 3 ottobre 2020 a Torinodanza Festival e il 6 ottobre alle ore 20.30 al Festival MilanOltre. «Nell’andamento coreografico così come nella struttura musicale (dalla Grande Fuga di Beethoven, attraverso la tessitura elettronica di Riccardo Perugini fino all’intermittenza di Wolfgang Rihm) il limite appare come una esperienza di sconfinamento, di libertà, ma anche di vulnerabilità, che mobilita le prospettive di accordo e relazione tra i corpi» aggiunge Simona Bertozzi in merito alla creazione progettata insieme al musicista e compositore Claudio Pasceri «Le danze si strutturano come gesto reiterato e in continua ricostruzione evocando scenari di turbamento del rapporto tra soggetto e collettività». «Si ricerca un vocabolario comune che possa testimoniare i diversi gradi di presenza e diversità» conclude la coreografa «L’incontro chiede di essere esatti, di quella esattezza che sorprende un attimo prima di essere compresa. E sembra emergere dall’invisibile. Tra le linee, appunto». Programma musicale: Ludwig van Beethoven, Die Grosse Fuge op. 133 per quartetto d’archi, Riccardo Perugini, Ad Io per violoncello ed elettronica (prima esecuzione assoluta, commissione EstOvest 2020), Wolfgang Rihm, Zwischen den Zeilen per quartetto d’archi (prima esecuzione italiana). Danzatori: Giulio Petrucci, Manolo Perazzi, Sara Sguotti, Oihana Vesga, Simona Bertozzi. Musicisti: NEXT, New Ensemble Xenia Turin – Adrian Pinzaru, violino, Eilis Cranitch, violino, Enrico Carraro, viola, Claudio Pasceri, violoncello. Librettista Leonardo De Santis. Luci e set spazio Giuseppe Filipponio. Costumi Katia Kuo. 

Simona Bertozzi, coreografa e danzatrice, si forma tra Italia, Francia, Spagna, Belgio, Inghilterra e completa gli studi universitari al Dams di Bologna. Dal 2005 conduce un percorso autoriale di ricerca e creazione coreografica. Tra i progetti più recenti emergono il Prometeo, composto da sei episodi coreografici autonomi tra cui And it burns, burns, burns, finalista Premi UBU 2017 come Miglior Spettacolo di Danza dell’anno, e Joie de vivre, coprodotto da ERT Emilia Romagna Teatro Fondazione, Fondazione Teatro Comunale di Modena e Nexus. Parallelamente all’attività di creazione, si occupa di percorsi di alta formazione e collabora con ricercatori e studiosi di arti performative. Nel 2019 vince il Premio Hystrio Corpo a Corpo e il Premio Associazione Nazionale Critici di Teatro. 

MilanOltre Festival: 

INFORMAZIONI, PRENOTAZIONI E PREVENDITA 

Teatro Elfo Puccini, C.so Buenos Aires 33, Milano 

tel. 02.00.66.06.06 – biglietteria@elfo.org 

www.milanoltre.org 

(foto: foto di Luca Del Pia) 

Michele Olivieri 

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