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Amazon punta sull’ E-commmerce per i prodotti alimentari freschi

È tempo di dire addio al caro fruttivendolo? L’e-commerce per i prodotti alimentari freschi è piuttosto difficile. Anni fa ci aveva provato Webvan che però fallì per i costi di sviluppo di magazzini e distribuzione.

Resta poi l’aspetto umano. Il fruttivendolo che dispensa consigli, l’addetto al banco che offre nuovi spunti di consumo e la possibilità di vedere con i propri occhi la freschezza di un prodotto, nonché la possibilità di sentirne il profumo sono valori che il click nega o che non è in grado di sostituire in alcun modo.

Un trend diffuso e in continua crescita come quello del commercio elettronico, in Italia, nascono sempre più e-commerce e ne muoiono, allo stesso tempo. Il colosso di Amazon.it è quello che detiene la fetta più grande della torta, esattamente già 1/4, con il suo valore in borsa a Wall Street di 1 trilione di dollari, la seconda e unica al mondo insieme ad Apple.

Apparentemente imbattibile, insuperabile, come la sua logistica considerata la migliore al mondo con consegna giornaliera “Amazon Prime”, Amazon offre l’opportunità alle imprese di aprire un negozio al suo interno e di godere una fetta di quella torta. Adesso con la nuova sezione B2B aperta in Italia puoi iniziare a vendere a grossisti e rivenditori in tutta Europa direttamente su Amazon.

Il meccanismo per i clienti Amazon, è quello di sempre. Coloro che si registrano sul sito, potranno acquistare frutta fresca e verdura, oltre a un vasto assortimento di prodotti surgelati e cibo da riscaldare. Dopo al massimo un’ora, o  nell’arco della giornata, i prodotti scelti giungeranno a destinazione in contenitori termocontrollati.

Amazon Prime Now è un servizio riservato ai clienti iscritti ad Amazon Prime. E’ possibile inserire il tuo codice postale, verificare che Prime Now sia presente nella tua zona, accedere con il tuo account Amazon Prime e iniziare ad effettuare gli acquisti. L’importo minimo per gli ordini Prime Now a Milano, Roma e Torino è di 15€ e sono disponibili due modalità di consegna. La consegna in un’ora ha un costo di 7,99€ per ordine. La consegna all’interno di finestre di due ore non ha costi aggiuntivi per ordini superiori a 50€ e ha un costo di 3,49€ per ordini di importo inferiore.

I clienti Amazon Prime Now potranno usufruire a qualsiasi ora della giornata di frutta e verdura freschi consegnati al piano, dicendo così addio alla fatica di sollevare pesanti buste della spesa. Mele, banane, pomodori e zucchine, solo per citarne alcuni, verranno consegnati in ufficio, per una salutare pausa pranzo o a casa, per osservare una dieta equilibrata.

Inoltre tutti gli iscritti Prime possono scaricare da subito l’app Prime Now, disponibile per i dispositivi iOS e Android, verificare i Cap coperti dal servizio e chiedere di ricevere le notifiche per sapere quando il servizio sarà disponibile nella propria area.

L’abbonamento ad Amazon Prime è disponibile 36 euro all’anno. I primi 30 giorni sono gratuiti per i nuovi iscritti. I clienti Prime in Italia possono già usufruire della Spedizione Sera su più di un milione di prodotti, dell’archiviazione illimitata di foto grazie a Prime Foto e dell’accesso in anteprima alle Offerte Lampo di Amazon e alle offerte di Amazon BuyVIP rispetto agli altri clienti.

Di seguito offriamo ai nostri lettori dei buoni da utilizzare su sito di Amazon sui prodotti dei marchi Amazon, in Italia:

-40% sugli alimentari dei marchi Amazon -40% sui prodotti di bellezza dei marchi Amazon -40% sugli alimenti per animali dei marchi Amazon

Inoltre in UK, Amazon è affiliato ai supermercati Morrison. Di seguito gli sconti sui prodotti Amazon in UK:

40% off food & beverages by Amazon brands 40% off beauty by Amazon brands 40% off pet food by Amazon brands

Ph. by Gerd Altmann

Arianna Caracciolo

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Arriva una gamma di Chromebook più ampia e migliorata

Che si tratti di studio, lavoro o intrattenimento, quando usiamo un computer vogliamo concentrarci sull’attività che stiamo svolgendo, non sugli aggiornamenti software, sulle patch di sicurezza o sulla gestione di un documento. È con questa visione che decidemmo di sviluppare un’esperienza informatica completamente nuova: più veloce, più intelligente e più sicura. Un computer diverso da qualsiasi altro, che ti permette di fare ciò che vuoi, quando vuoi, senza interruzioni, online e offline. 

Dal 2011, Chrome OS ha fatto grandi passi avanti, assumendo un’ampia varietà di formati; abbiamo apportato aggiornamenti significativi affinché la piattaforma funzionasse al meglio sui nuovi dispositivi, e abbiamo declinato l’interfaccia utente dei computer da desktop a notebook, a convertibili, detachable e ora persino tablet.

Da oggi, tutti in Italia potranno usufruire di una gamma più ampia e migliorata di Chromebook. Con i nostri partner Acer, Asus, HP e Lenovo abbiamo ampliato l’offerta di dispositivi e rivenditori. Potrete acquistare vari modelli di Chromebook direttamente su Amazon.it ed Euronics a partire da oggi e prossimamente su Unieuro e Mediaworld, oppure attraverso il nuovo sito web di Chromebooks.

Da quando abbiamo lanciato i Chromebook per la prima volta nel 2010, i computer sono diventati più veloci, più semplici e più sicuri, eliminando allo stesso tempo le seccature di tutti i giorni come attendere l’avvio del computer, doverlo caricare costantemente e ricordarsi di installare gli aggiornamenti software.

E in molti li adorano. Nel quarto trimestre del 2019 i Chromebook rappresentavano il 24% dei notebook venduti al dettaglio negli Stati Uniti e oltre 40 milioni di studenti e insegnanti utilizzano Chromebook in tutto il mondo per condividere idee, creare progetti, fare gite virtuali sul campo e imparare gli uni dagli altri.

Ecco alcuni modi con cui potete fare di più con i Chromebook:

  • É più facile accedere alle vostre app preferite su Android: con Google Play Store e la più recente tecnologia di app web progressive, le persone che utilizzano Chrome OS possono caricare ed eseguire applicazioni potenti direttamente nel browser. 
  • Fate affidamento su una batteria di lunga durata: con Chromebook potrete lavorare, studiare, divertirvi e creare senza essere costantemente in carica. 
  • Accompagnate la famiglia verso sane abitudini digitali: l’app Family Link può aiutare i genitori a stabilire le regole di base per la vita digitale mentre i bambini esplorano con i Chromebook, impostando limiti di tempo, gestendo le app che i bambini scaricano e altro ancora
  • Sfruttate le funzioni di accessibilità senza interruzioni: le impostazioni di accessibilità si sincronizzano su qualsiasi dispositivo Chrome OS, così quando gli studenti passano da un dispositivo condiviso all’altro o accedono da casa con il loro account G Suite for Education, le impostazioni si aggiornano automaticamente. 
  • Fatevi aiutare dal vostro Assistente Google: è integrato nella maggior parte dei Chromebook in Italia. Provate a chiedere “Ok Google, cosa c’è nel mio calendario oggi?”. 

Che siate impegnati a imparare, progettare, fare calcoli avanzati o semplicemente navigare sul Web, potete trovare il vostro Chromebook preferito qui.

Emanuela Locci

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60 siti internet utili ad accrescere le vostre competenze

Quello che segue è un elenco, che ovviamente non potrà mai essere esaustivo, dei più diversi siti internet e risorse web che forse non conoscete ancora, ma che a nostro avviso sono utilissimi e vi consentiranno sia di accrescere le vostre competenze che di incrementare la vostra produttività.

Ciascuno dei siti elencati risolve molto bene almeno un problema, e se memorizzate gli indirizzi risparmierete anche il tempo di una ricerca su Google!

  1. archive.is — registra e mantiene per sempre un’istantanea di qualsiasi pagina web, come fosse lo storico di un dominio, anche quando l’originale non esiste più.
  2. autodraw.com — creare scarabocchi a mano libera e guardarli magicamente trasformarsi in bellissimi disegni realizzati dall’intelligenza artificiale.
  3. fast.com — verifica della velocità della vostra connessione internet.
  4. slides.com — creare presentazioni graficamente perfette e presentarle ad un audience di qualunque dimensione e distribuzione geografica.
  5. reverse.photos — caricare un’immagine ricercarne di simili nel web.
  6. copychar.cc – copiare caratteri speciali e/o emoticons non presenti sulla vostra tastiera.
  7. noisli.com — suoni di sottofondo per incrementare concentrazione e produttività.
  8. iconfinder.com – milioni di icone per ogni tipo di progetto. Potete anche provare icons8.com e flaticon.com
  9. jotti.org – verifica antivirus di ogni tipo di file.
  10. wolframalpha.com – risposte a domande a cui Google non saprebbe replicare.
  11. unsplash.com – il miglior sito da cui scaricare immagini free.
  12. videos.pexels.com — una libreria online di migliaia di video HD free che potete utilizzare ovunque. Provate anche videvo.net
  13. myfonts.com/WhatTheFont – caricate un’immagine di un qualunque testo e riconoscete il font utilizzato.
  14. calligraphr.com — trasformate la vostra calligrafia in un font.
  15. homestyler.com – disegnate o rimodellate la vostra casa in 3D.
  16. pdfescape.com – consente la modifica di documenti PDF direttamente nel browser.
  17. draw.io – creare schemi, wireframe e diagrammi di flusso direttamente nel browser.
  18. snapdrop.com — come l’Apple AirDrop, ma per il web. Consente di condividere files direttamente tra dispositivi connessi alla stessa rete senza la necessità di doverli preventivamente caricare su un server.
  19. hundredzeros.com – il sito dove scaricare libri Kindle gratuiti.
  20. app.grammarly.com — controllare i vostri testi in inglese per errori di ortografia, stile e grammatica.
  21. noteflight.com – scrivere la propria musica online.
  22. translate.google.com – tradurre pagine web, documenti PDF e Office.
  23. kleki.com –creare quadri e schizzi con una grande varietà di pennelli.
  24. bubbl.us – creare mappe mentali e rappresentazioni di idee direttamente nel browser.
  25. color.adobe.com – ottenere campioni di colore o anche estrarre i colori dalle fotografie.
  26. canva.com — realizzare belle grafiche, presentazioni, curriculum vitae e molto altro ancora con modelli già pronti.
  27. midomi.com – cercare il titolo di una canzone.
  28. history.google.com —  la storia delle vostre attività e ricerche su Google.
  29. faxzero.com – inviare gratuitamente un fax online.
  30. privnote.com – creare note che si autodistruggono dopo la lettura.
  31. squoosh.app – comprimere le immagini al volo.
  32. gtmetrix.com – un tool per misurare le performance del vostro sito.
  33. urbandictionary.com – trovare le definizioni di slang o parole informali.
  34. mymaps.google.com – creare mappe Google personalizzate.
  35. snopes.com – verificare se l’offerta ricevuta via e-mail è reale o solo un’altra truffa.
  36. todo.microsoft.com — una bella applicazione per la gestione dei vostri impegni e dun ottimo task manager.
  37. minutes.io – appunti veloci ed efficaci durante una riunione.
  38. ifttt.com – create una connessione tra tutti i vostri account online.
  39. gist.github.com — creare note anonime e segrete, e non solo.
  40. powtoon.com — creare video e presentazioni accattivanti con la propria voce fuori campo. Vedete anche videoscribe.co
  41. spark.adobe.com — realizzare presentazioni sbalorditive con voce narrante.
  42. anchor.fm — il modo più semplice per realizzare un podcast che potrete distribuire su iTunes senza costi di hosting.
  43. duolingo.com — imparare il Cinese, Francese, Inglese, Spagnolo o qualsiasi altra lingua di vostra scelta.
  44. webmakerapp.com — un ambiente offline per la realizzazione di progetti web in HTML, CSS e JavaScript.
  45. pixton.com — creare i propri fumetti edi propri personaggi e spostarli in qualsiasi posa.
  46. headspace.com —  imparare l’arte della meditazione, ridurre lo stress, concentrarsi di più ed anche dormire meglio.
  47. class-central.com — una directory di corsi gratuiti offerti dalle Università nel mondo.
  48. googleartproject.com — scoprire musei, dipinti famosi e tesori d’arte provenienti da tutto il mondo.
  49. instructables.com — guide passo-passo per costruire qualsiasi cosa.
  50. slide.ly — realizzare video promozionali per Instagram, Facebook e YouTube. Vedere anche animoto.com and biteable.com
  51. gohighbrow.com — corsi in pillole su una varietà di argomenti, le lezioni vi vengono recapitate via e-mail ogni mattina.
  52. htmlmail.pro – creare ed inviare bellissime email in HTML.
  53. camelcamelcamel.com — creare avvisi di prezzo su Amazon e ricevere un alert quando il prezzo scende.
  54. buffer.com — il modo più semplice per per programmare ed inviare post o aggiornamenti su Twitter, Instagram, LinkedIn, Google+ e Facebook.
  55. 10minutemail.com — creare indirizzi e-mail usa e getta da inserire nei moduli di iscrizione.
  56. sway.com — creare e condividere relazioni interattive, newsletter e presentazioni.
  57. thunkable.com — realizzare applicazioni per Android e iOS trascinando blocchi anziché scrivere codice. Vedere anche: glitch.com
  58. zerodollarmovies.com — una immensa colezione di film gratuiti curata da YouTube.
  59. upwork.com — trovare liberi professionisti ed esperti del settore per lavorare su qualsiasi tipo di progetto.
  60. duckduckgo.com – un’alternativa alla ricerca su google che non vi traccia su Internet
  61. https://www.privado.com/ – il motore di ricerca privato che ti traccia, non salva le tue ricerche nè il tuo indirizzo IP

Conoscete altri siti o servizi web che vorreste vedere aggiunti alla lista? Contattateci sulle nostre pagine Facebook e Instagram o via mail (info@ilfoglioitaliano.eu) e li inseriremo al più presto!

Arianna Caracciolo

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YouTube da hobby a professione: come guadagnare

Il lavoro di uno YouTuber sembra troppo bello per essere vero: farsi dei video divertenti o dove si parla di un tema che si ritiene interessante e poi caricarli sul proprio canale di YouTube, ricavandone tantissimi soldi. Naturalmente la realtà non è così semplice come appare perché servono anche una dose di fortuna, molto lavoro, un considerevole dispendio di tempo e anche un certo talento davanti e dietro la videocamera. 

Sono pochi quelli che riescono a mantenersi solo con il loro canale YouTube, ma per chi se ne interessa come attività secondaria, la piattaforma video offre un’interessante possibilità. Si riesce a guadagnare qualcosa con YouTube, solo se si trova un’idea convincente e si ha un concept ben ponderato.

Come funziona YouTube da un punto di vista commerciale?

YouTube è la più grande video community sul web in tutto il mondo e leader incontrastato del mercato anche in Italia. La piattaforma è interessante per le imprese che cercano, a seconda delle possibilità, di acquistare uno spazio pubblicitario. Infatti, tramite i canali degli YouTuber più famosi, le imprese possono raggiungere in teoria moltissimi potenziali clienti. Per approfittare di questo gli YouTuber devono solamente iscriversi al Programma partner di YouTube e collegare il loro account a Google AdSense. Così possono monetizzare i video da loro caricati, permettendo alle imprese di acquistare uno spazio pubblicitario sul video.

Se i vostri clip contengono materiale protetto, che non avete prodotto o modificato voi, avete bisogno dell’autorizzazione scritta del proprietario per l’uso commerciale. I contenuti seguenti sono esempi di materiale protetto:

  • Titoli o frammenti di canzoni, per i quali è escluso un fatturato
  • In generale la musica (incluse cover, testi di canzoni e musica di sottofondo)
  • Foto, altre immagini e anche grafiche
  • Immagini prese da film e televisione
  • Materiale video da videogame o altri software
  • Registrazioni live (sport, concerti, show ecc.)

Quanto potete guadagnare dalla pubblicità inserita su YouTube, dipende da diversi fattori, tra i quali è decisivo il tipo di pubblicità. Ad esempio, per l’introduzione di un video pubblicitario si viene retribuiti molto meglio che per un banner o una classica inserzione testuale. In generale per poter usufruire di pubblicità video, si devono produrre video con un alto raggio di azione e generare molti click.

Dagli introiti di AdSense, che vengono realizzati grazie alla visualizzazione delle inserzioni, si ottengono in quanto proprietari del video una parte del fatturato totale pari al 55%, mentre il restante 45% finisce nelle tasche di YouTube. Infine, è bene tenere presente che gli inserzionisti non pagano per i video pubblicitari che vengono interrotti nei primi 30 secondi, non traendo in questo caso alcun profitto.   

Cooperazioni e merchandising

Il Programma partner di YouTube e Google Adsense non sono le sole opzioni per guadagnare con YouTube (gli utenti negli USA possono anche rendere a pagamento l’abbonamento al proprio canale). Più il canale ha successo, più diventa interessante anche per la pubblicità indiretta (product placement). Detto in maniera semplice: si viene pagati da terzi per presentare un marchio o un prodotto nel video o nella descrizione oppure per esprimersi positivamente su di esso.

È inoltre possibile che gli inserzionisti si riservino il diritto di ritoccare il video e, ad esempio, di inserire il loro logo o marchio. Un altro scenario possibile è che gli YouTuber vengano pagati per caricare link esterni di terze parti sul loro canale. Se si accetta una cooperazione di questo tipo e di inserire prodotti esterni nel clip, non si dovrebbe dimenticare di informare YouTube, attivando la rispettiva opzione di controllo nelle impostazioni ampliate del video.

A partire da un certo numero di iscritti, si può sfruttare anche la vendita di articoli per i fan. Una piccola scelta di merchandising, con t-shirt, maglioncini o cappelli, che hanno stampato il logo del canale, la griffe o espressioni legate al programma, può diventare un’ulteriore fonte di guadagno. Così c’è anche l’eventualità di ottenere qualche visualizzazione o follower in più. Per molte star di YouTube la sponsorizzazione e il merchandising costituiscono la metà dei loro guadagni.

I migliori metodi di guadagno con YouTube

Ci sono diverse possibilità per guadagnare con YouTube, ma non tutte hanno le stesse condizioni. I video pubblicitari sono pagati solo se vengono visualizzati minimo per 30 secondi o fino alla fine. Gli accordi con partner di terze parti possono essere stipulati, solo se si è già registrato un certo successo e per cominciare la vendita di articoli per i fan dovrebbero esserci delle persone interessate all’acquisto. Non si può pensare affatto ad una pianificazione degli introiti, ma è indiscutibile che alcuni YouTuber, anche italiani, si mantengano esclusivamente attraverso le loro attività sulla piattaforma video.

Anche se mancano delle dichiarazioni ufficiali sui reali guadagni degli YouTuber, si possono fare delle supposizioni sulla base del numero degli iscritti al canale e delle visualizzazioni dei video. Il sito web SocialBlade contiene statistiche dettagliate sul numero degli utenti e di click di un canale YouTube e determina, a partire da questi, il calcolo approssimativo degli introiti mensili e annuali. La seguente infografica mostra come il prezzo di vendita medio di un post sponsorizzato di YouTube si aggiri intorno a guadagni altissimi:

Guadagnare con YouTube

Il guadagno ottenuto dai post sponsorizzati dipende naturalmente dal numero di follower del canale su YouTube. Ma chi continua ad aumentare i suoi seguaci, ha buone possibilità di poter ottenere con YouTube, prima o poi, un guadagno, anche se solo accessorio.

Stefano Lerpi, in arte St3pNy, è uno YouTuber fiorentino. Diventato popolare soprattutto per i suoi video di Minecraft e di Clash Royale, ora è conosciuto anche per video divertenti, tra i quali la miniserie che ha come protagonista lui e le sue sfide culinarie.

Lorenzo Ostuni, in arte Favij, è il gamer più famoso d’Italia. Il suo canale, FavijTV ™, nasce con un focus sui videogame horror ma ben presto inizia a spaziare a giochi più leggeri come Happy Wheels e Cat Mario.

Il secondo canale più popolare in Italia è quello della Warner Music. Sul canale si possono vedere i video ufficiali ed ascoltare le canzoni degli artisti prodotti da Warner, tra i quali Laura PausiniMax PezzaliLigabue e gli One Direction.

Doc Tops è il canale in assoluto più popolare in Italia. Al centro del canale ci sono i video prodotti da Luca Tops, uno YouTuber ecuadoriano, che trattano principalmente di teorie complottistiche e messaggi subliminali in cartoni animati e film.

Altri YouTuber famosi italiani sono iPantellas (Jacopo e Daniele), TheShow (Alessio e Alessandro) e Frank Matano, che girano video con sketch comici o scherzi con telecamere nascoste.

Come guadagnare con i propri video su YouTube

I guadagni stimati delle star di YouTube suonano più che allettanti ma, con l’eccezione di persone famose, già potenzialmente interessanti prima dell’apertura del canale per via della loro notorietà, gli YouTuber devono compiere una vera e propria scalata che all’inizio comporta guadagni davvero irrisori. Sebbene questo tipo di successo non sia pianificabile, ci sono alcuni consigli che si possono seguire per cominciare la propria avventura su YouTube e, a lungo termine, i video possono diventare una fonte di guadagno grazie al Programma partner e a Google AdSense. Di seguito vi diamo alcune indicazioni generali su come pensare e realizzare il vostro canale YouTube perfetto.

Trovare un’idea vincente

Prima di iniziare con le riprese, dovreste decidere il tema del canale. Siate sempre consapevoli che YouTube non aspetta certo voi e quindi siete proprio voi a dover convincere gli utenti. Il numero di YouTuber aumenta, mentre la percentuale di quelli che hanno un canale redditizio diminuisce sempre di più con il passare del tempo.

Per superare la concorrenza, avete bisogno di temi e format che arrivino agli utenti della piattaforma video e che non siano già stati scoperti da altri grandi canali. Più innovativa e richiesta è la vostra idea, maggiori sono le probabilità che il pubblico se ne interessi. Per trovare idee, orientatevi verso cose divertenti, che sapete fare bene o che conoscete bene. Solo se anche voi siete entusiasti dei vostri contenuti, riuscirete ad entusiasmare anche chi li visualizza.

Puntare su contenuti di alta qualità

La preparazione e la qualità dei vostri video hanno la stessa importanza del format e del tema. All’inizio forse non sarete sempre soddisfatti del risultato al 100%, ma questo dovreste vederlo come un incentivo, a far sempre meglio in futuro. Montaggio, lunghezza, luminosità, effetti e collegamenti al canale o ad altri video sono fattori importanti, che possono influire positivamente sulla qualità del vostro prodotto.

Utilizzando parole chiave adatte e molto cercate, oltre che descrizioni rilevanti, il vostro video verrà trovato più facilmente dagli utenti. Infatti si consiglia di sviluppare una strategia di upload. Ad esempio, pubblicare video regolarmente, aumenta il raggio d’azione e fidelizza gli utenti già iscritti al canale. È consigliabile mettere a disposizione nuovo materiale video una o due volte alla settimana. Pensando a lungo termine, dovreste fare un video-blog dove comunicate con gli iscritti attraverso i vostri video e, ad esempio, li ringraziate per l’iscrizione al canale o rispondete ai commenti.  

Essere parte della community

Rispondendo ai commenti e ai desideri degli utenti, fate un passo in avanti decisivo sulla strada del successo perché YouTube non è solo una piattaforma video ma anche un social network. Aumentate il vostro raggio d’azione essendo attivi non solo sul vostro canale personale, ma anche su quelli altrui. Commentate, date la vostra opinione con video-risposte e cercate di cooperare con YouTuber influenti. Questo è anche un modo semplice per acquisire nuovi utenti, che non vi avevano trovato tramite i motori di ricerca.  

Potete presentare il vostro canale anche su altri social network. Facebook, Twitter e Co. sono ideali per far conoscere al mondo il vostro nuovo video, basta che colleghiate il vostro account con gli altri network nella descrizione del vostro canale e viceversa. Così potreste trovare partner influenti, utili per acquisire nuovi visitatori.

Essere parte della community

Guadagnare con YouTube: risultati

Insomma, tenendo in considerazione tutti questi elementi, risulta chiaro che guadagnare con YouTube non è semplice. Crearsi un ampio seguito di follower è faticoso e non si ottiene dall’oggi al domani; inoltre agli iscritti bisogna offrire sempre nuovi contenuti. Per non parlare del fatto che i contenuti prodotti, che devono sempre essere innovativi e appassionanti, oltre che di alta qualità, richiedono molto tempo per la loro preparazione.

Se vi approcciate al compito con tanta buona volontà e prefissandovi dei piccoli obiettivi, riuscirete in futuro a guadagnare con i vostri video. Nello sviluppo del vostro canale non ispiratevi a star come PewDiePie, ma focalizzatevi sul vostro progetto e il lavoro in rete. Se lavorate per aumentare la qualità del vostro video e create un valore aggiunto per un target preciso della piattaforma video, diventerete automaticamente dei partner pubblicitari rilevanti per le imprese.

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Smart working: evoluzione del modello di lavoro tradizionale

di Arianna Caracciolo

Nuove e più complesse forme di flessibilità lavorativa hanno iniziato a diffondersi, tra cui posizioni e orari di lavoro flessibili, sulla base della rimozione dei vincoli sullo spazio e sul tempo di lavoro. Questa nuova possibilità è molto apprezzata dai lavoratori e svolge un ruolo importante nella loro decisione di farsi assumere, mantenere o lasciare un lavoro.  

L’emergenza sanitaria ha dato una consapevolezza nuova ad aziende e lavoratori: “smart working” riguarda ormai in Italia milioni di persone e non è più una minoranza. La sensazione è che il lavoro in questa modalità sia stato finora vissuto come un fatto laterale, quasi di nicchia, non certo un’opportunità globale e sostenibile dal punto di vista ambientale, da cogliere al volo. Poi è arrivato lo tsunami dell’emergenza Covid che ha cambiato quasi tutto, anche il mondo del lavoro.

E’ stato un cambiamento violento. Ha avuto un suo picco (e ci siamo ancora) e fisiologicamente sta avendo una sua discesa alla fine dell’emergenza. Si è quindi passati dai 570 mila impiegati in aziende “smart working” prima della pandemia Covid (stime del Politecnico di Milano), agli 8 milioni durante il lockdown. Il tutto nel giro di appena qualche settimana.

Ma ci sono altri dati interessanti, come quelli di una ricerca della Fondazione Di Vittorio: c’è un 94% che si trova d’accordo sul fatto che lo smart working fa risparmiare il tempo perduto ogni giorno sulla direttrice casa-lavoro-casa, che consente più flessibilità, che da la possibilità di lavorare efficacemente per obiettivi e, non ultimo, permette di bilanciare meglio i tempi di lavoro e tempo libero. E c’è un 71% che lavorando a casa soffre nell’avere meno occasioni di confronto e di scambio con i colleghi e, in più, soffre anche l’aumento dei carichi familiari. Di sicuro il 60% continuerebbe, magari con una formula mista.

Lo smart working viene fornito con un compromesso.  

Da un lato, i luoghi di lavoro e le ore flessibili hanno potenziali vantaggi: i lavoratori riducono i costi di pendolarismo e le imprese ottimizzano i loro costi (illuminazione, riscaldamento o aria condizionata, mense, pulizia, ecc.). Inoltre, la rimozione dell’orario fisso di lavoro consente ai dipendenti di gestire meglio il loro tempo in base alle loro preferenze. Possono godere di pause lunghe o brevi per motivi personali o familiari, e possono adattare le ore di lavoro ai cambiamenti e alle circostanze della vita senza alterare il loro compenso.  

Ciò aumenta la loro soddisfazione e l’equilibrio tra vita professionale e vita privata, il che rende questa disposizione auspicabile per i lavoratori. Parallelamente, le imprese possono ottimizzare premiando i dipendenti in base a una produttività efficace piuttosto che alle ore di lavoro effettuate. Le imprese possono anche trarre vantaggio dalla riduzione dei costi fissi e dei giorni di assenza, aumentando così la loro competitività.  

D’altra parte, lo smart working solleva diverse preoccupazioni.  

Lavorare al di fuori del luogo di lavoro può ridurre l’impegno dei lavoratori. Inoltre, riducendo le interazioni tra lavoratori e tra lavoratori e supervisori, vi è il rischio di una riduzione della produttività, in particolare nei lavori con interazioni elevate. Infine, la confusione dei confini tra lavoro e casa può aumentare le ore di straordinario e i livelli di stress dei dipendenti e peggiorare l’equilibrio tra vita professionale e vita privata. 

C’è poi un fattore molto importante da non trascurare: il rapporto di fiducia! 

Dal lato dell’impresa, l’aspetto più importante del gestire un team che lavora quasi interamente da casa, è proprio la fiducia. Fidarsi dei propri dipendenti, del fatto che vogliono lavorare perché credono in quello che fanno e si sentono parte di un progetto più grande. Per questo motivo in molte aziende che operano in modalità smart working, ognuno segna autonomamente le ore in cui ha lavorato.

Si lavora sulla base di obiettivi stabilti, non ci sono controlli (a parte il computer a poter registrare ogni tua mossa, calcolare tempi e statistiche) come chiamate regolari per vedere che si sta veramente lavorando o la richiesta di avere la telecamera accesa tutto il tempo per permettere ai capi il controllo di presenza. Nella nostra società il lavoro tradizionale spesso si basa sul controllo e la sfiducia, il lavoro flessibile invece deve creare nuove opportunità e basarsi anche sulla fiducia, per poter funzionare bene.  

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Sharing economy, la condivisione web su piattaforma nel 2020

La sharing economy, l’economia della condivisione via web, è in un momento di trasformazione. Era il 2013 quando l’Economist dedicò una sua copertina di marzo alla nascita di una nuova forma di economia che, grazie allo scambio e alla condivisione dei servizi offerti, avrebbe portato vantaggi economici, ambientali e sociali. Sette anni dopo è possibile affermare che la crescita velocissima di alcune piattaforme americane, alimentata da grandi fondi di investimento, ha generato contraddizioni e privilegiato la dimensione di mercato rispetto a quella sociale. Almeno sul piano internazionale, perché a livello italiano ed europeo quello che si osserva, invece, è che i processi collaborativi stanno abilitando nuovi servizi e creando nuove filiere ed ecosistemi.

Sharing economy. Business, Internet, Technology

A partire dall’indotto generato da Airbnb nel settore turistico, segmento tra i più colpiti durante l’emergenza coronavirus. Di conseguenza poi, dai bisogni degli host, sono nate piattaforme come CleanB&B, che supportano i proprietari di casa nella conduzione del proprio appartamento. Un altro esempio è Guesty, che permette di gestire la propria abitazione su tutti i portali del settore, e prodotti come Keycafe, un box per gestire le chiavi del proprio appartamento tramite un’applicazione mobile. Di questa nuova filiera del turismo fanno parte anche l’Italiana Edgar Smart Concierge dove le esperienze proposte dai cittadini diventano un pacchetto di servizi riservato agli alberghi, e OspitaMi, associazione nata per diffondere l’home sharing che offre corsi di formazione e convenzioni.

Nuovi bisogni e nuovi servizi stanno trasformando anche altri settori, forse in maniera ancora più interessante, perchè le esperienze non nascono a valle di una “disruption”, come quella generata da Airbnb nel settore del turismo, ma emergono spontanee come processo evolutivo e culturale. Nel food, per esempio oltre all’ormai conosciuto social eating ci sono servizi anti-spreco che recuperano il cibo avanzato dai mercati rionali e lo distribuiscono a chi ne ha bisogno; ci sono i gruppi di acquisto le cui necessità vengono supportate da piattaforme come l’Alveare che dice sì o LocalToYou, uno dei primi esperimenti di platform cooperativism.

Tra le esperienze dell’economia collaborativa più riuscite, abbiamo gli orti condivisi, che spesso sono parte di un’offerta allargata delle cascine che a loro volta si trasformano in coworking, o propongono esperienze gastronomiche e turistiche; ci sono supermercati a km zero che nell’organizzazione del lavoro diventano collaborativi e punti vendita che si trasformano in spazi ibridi dove l’esperienza culinaria è propedeutica ad altre attività.

E proprio gli spazi sono tra i protagonisti di un ripensamento dei servizi che stanno cambiando il volto dell’abitare e anche del welfare. Si pensi alle sperimentazioni sulle biblioteche che diventano luoghi di relazione e di scambio di competenze. In questi ecosistemi i servizi non crescono a seguito di una catena produttiva ma dai bisogni delle persone, rendendo i confini di settore sempre più deboli e osmotici. Qui non si scambiano più beni ma si mettono in contatto servizi anzi, sharing services, che si muovono secondo specifiche logiche sulla piattaforma, che prevedono un ente abilitatore che promuove la messa in connessione fra organizzazioni e comunità.

Oltre 25 le piattaforme italiane di sharing economy dedicate ai servizi alla persona che, mettendo in contatto chi è disposto a svolgere piccoli lavoretti e chi ne ha bisogno, trovano, almeno in potenza, in questi luoghi, punti fisici in cui raccogliere la domanda e l’offerta. Nuove filiere, dunque, o, più propriamente ecosistemi, dove i servizi digitali e territoriali si alimentano, completandosi a vicenda e superando, una volta per tutta, la dicotomia fra spazio analogico e digitale. Parlando di community che si sono differenziate nel mondo, per le innovative strategie di business, possiamo citare molti esempi tra cui Couchsurfing, Meet UpBla Bla Car, e Tabbid, che è diventata la piattaforma web n° 1 in Italia per i piccoli lavori. TABBID è il social network dei lavoretti – fondato dall’imprenditore italiano Alessandro Notarbartolo – che si basa sulla sharing economy, cioè l’economia della condivisione via web. 

Un nuovo modello di fare business che potrebbe valere 8 miliardi nel 2025 (fonte web). L’iscrizione a Tabbid è gratuita e puoi inserire la tua disponibilità, mansione o richiesta utilizzando le tue capacità: un nuovo modo per sentirti utile e soddisfatto di aver fatto delle tue passioni e abilità, un lavoro. Inoltre da poco Tabbid ha aperto anche le porte al mondo del pet offrendo servizi di dog sitting! La sharing economy è un paradigma in cui ci si scambiano saperi, conoscenze e competenze per vivere la vita che tutti desideriamo.

Tabbid di Alessandro Notarbartolo

Il fondatore di Tabbid, Alessandro Notarbartolo spiega come funziona la sua piattaforma: “E’ un servizio gratuito e viene utilizzato dai privati per trovare degli altri utenti che si rendono disponibili ad eseguire lavori di qualsiasi genere. Si parte dai lavoretti di casa oppure dalle ripetizioni o conversazioni in lingua, ai lavori in ambito digital, ad esempio come creare un logo oppure come gestire al meglio una pagina Facebook. Tabbid è assolutamente gratis, nessuna commissione ed in più, il compenso del lavoretto lo decidi tu!” . Per info e dettagli, visita www.tabbid.com 

Arianna Caracciolo