Italiani popolo di viaggiatori e migranti

Quali sono i paesi preferiti dagli italiani per trascorrere le ferie e quali sono gli stati dove emigrare per cambiar vita?

Quante volte anche voi avete sentito dire, o magari avete pronunciato, questa frase: “Adesso mollo tutto e vado ad aprire un Bar ai Caraibi!”
Partendo da questa frase, la nostra redazione ha cominciato a cercare dati per capire dove vanno gli italiani quando decidono di intraprendere una nuova vita.
Basandosi su affermazioni ed esperienze dei nostri connazionali all’estero, siamo arrivati a stilare una classifica generale dei paesi più “gettonati” al mondo.

Per cambiar vita definitivamente state pensando a mete come Londra? New York? Miami?
Siamo spiacenti. Riprovate più tardi.
Al primo posto per cercare di realizzarsi nel lavoro il paese preferito è… La Svizzera.
Il piccolo stato al centro dell’Europa è la meta dove tutti gli italiani “self made man” ambiscono di trovare un’occupazione che gli permetta di far carriera.
Un altro risultato spiazzante (a pari merito) è La Cina. Fare armi e bagagli e trasferirsi a oriente è quello che i nostri connazionali emigrati consigliano per chi vuole rivoluzionare la propria vita portandosi la famiglia con sé.
Al secondo posto resiste il grande mito europeo dell’efficienza: La Germania. Con la sua produttività, le sue regole e il suo bel sistema scolastico è la meta preferita da genitori che vogliono l’istruzione migliore per i figli.
Il terzo posto spetta a Singapore, seguito dalle isole Cayman, l’Australia, il Canada e per chiudere il Belgio.
Per stilare questa classifica si è tenuto conto di differenti fattori, quali la possibilità di Lavoro, il clima, la facilità d’integrazione e la qualità della vita. Dove appunto i paesi elencati eccellono al massimo in uno o due punti.
Se però sommiamo tutti questi fattori, l’unico paese che ha il perfetto equilibrio di tutto, e quindi schizza al vertice della classifica come miglior posto al mondo dove trasferirsi, è la Thailandia.

I dati stupiscono nuovamente quando chiediamo quali sono le mete preferite per la vacanza dal popolo italico.
Niente ciabatte, niente sole e tropici. La vacanza ideale per l’italiano è la carissima, caotica e uggiosa Londra.
Seguita da New York, da un paio di secoli sempre molto in voga, mentre la medaglia di bronzo spetta a Parigi.
Seguono Barcellona, Los Angeles, Dublino, Firenze, Berlino, Las Vegas e in chiusura Vienna.
Si denota che solo la Germania è menzionata in tutte e due le classifiche e si può quindi azzardare la teoria che l’italiano va in vacanza in paesi dove non vuole trasferirsi per lavoro e viceversa.
In periodi di crisi le mete più vicine ovviamente sono le preferite, o comunque quelle dove vi sono più offerte da parte dei tour operator, quindi si può ipotizzare che sia solo una questione economica ad influenzare il risultato.
Il discorso diventa antropologicamente di rilievo approfondendo il risultato del trasferimento all’estero per cambiar vita.
E’ vero, siamo attratti dall’oriente, ma non credo che sia la cultura a interessarci, le loro abitudini o i paesaggi. L’oriente è l’unica parte al mondo che, di questi tempi, è economicamente in espansione.
Se pensate a Singapore, La Malesia, le Filippine, Gli Emirati. Sono tutti posti dove ci sono forti investimenti di capitali in grandi opere, strutture e aziende.
Se un paese è in espansione ci sono le prerogative per far sicché la prospettiva di poter cambiar vita, sia ben presente e pulsi ogni giorno nella mente del emigrato italiano e che sia da stimolo per cercare di fare sempre meglio per se stessi e per la propria famiglia.
Fenomeno che per la nostra cara Italia è solo un ricordo; un vago sapor nostalgico di quando in radio passavano le canzoni di Little Tony la gente comprava le piccole gondole di plastica e conchiglie da mettere sulla credenza nella sala padronale, con i sacchetti di nylon sulle poltrone, e c’era ancora un paese tutto da reinventare.
                                                                                                          Luca CELORIA

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