Venduta all’asta una lettera di Van Gogh e Gauguin

È stata aggiudicata per 210.600 euro l’asta tenutasi a Parigi per una lettera dei celebri pittori Vincent Van Gogh e Paul Gauguin. Il cimelio, scritto a quattro mani racconta una visita fatta da entrambi a una casa di prostituzione.

La lettera, datata 1888 è indirizzata a un terzo amico pittore, Emile Bernard, di Arles, e parla della frequentazione assidua dei bordelli francesi da parte di Van Gogh e Gauguin, in cerca di ispirazione.

La camera di Vincent ad Arles

Claude Oterelo, critico d’arte afferma: “È importante, non è una lettera priva di significato. Ci sono lettere di Gauguin poco interessanti, dirette a sua moglie, o ad alcuni amici. Questa invece è una lettera di importanza artistica, culturale e capitale”

Appena acquisita al patrimonio del Museo Van Gogh di Amsterdam, la lettera sarà esposta al pubblico, insieme ad altri 40 documenti, dal 9 ottobre prossimo.

Scritta una settimana dopo che Paul Gauguin aveva raggiunto Van Gogh nella casa di Arles, la lettera racconta a Bernard le loro discussioni sul loro lavoro e sull’arte.

Una lettera piena di passione e curiosità per loro frequentazione dei bordelli locali, i due grandi artisti ne parlano in termini artistici. “Ora qualcosa che vi interesserà – abbiamo fatto alcune escursioni nei bordelli, ed è probabile che alla fine ci andremo spesso a lavorare”, dice la lettera. “Al momento Gauguin sta lavorando su una tela che raffigura lo stesso caffè notturno che ho dipinto anch’io, ma con figure viste nei bordelli. Promette di diventare una cosa bellissima”.

I Fiori Blu di Van Gogh

Secondo la Vincent van Gogh Foundation la lettera era il documento più importante di Van Gogh non posseduto da nessun museo, in quanto è stata l’unica lettera che ha scritto con Gauguin. “Il loro dialogo artistico era inarrestabile a quei tempi e continuava perfino nei bordelli e in questa lettera”, diceva, aggiungendo che “dà un quadro visionario della loro cooperazione artistica e del futuro dell’arte moderna”.

Nella lettera, Van Gogh si riferisce a Gauguin come “una creatura incontaminata con l’istinto di una bestia selvaggia”. Con Gauguin, scrive Van Gogh “il sangue e il sesso hanno il sopravvento sull’ambizione”. Gauguin trascorse circa due mesi con Van Gogh ad Arles, ma la loro relazione presto si deteriorò, segnando la fine di questo percorso artistico.

Nella dinamica creativa che si instaurò fra Paul Gauguin e Vincent van Gogh lo scambio nasceva da una comprensione imperfetta, ma alimentata da un’influente combinazione di somiglianze e differenze. Si somigliavano, sotto certi aspetti, i loro percorsi di vita: i due, entrambi autodidatti, avevano intrapreso la carriera artistica relativamente tardi, dopo aver subito una serie di fallimenti professionali e di contrasti nei rapporti personali.

Autoritratto di Vincent Van Gogh

Ma Gauguin, contrariamente a Vincent, non aveva investito tanti anni della propria vita in quello che fu sostanzialmente un corso di autoanalisi, né aveva una coscienza delle proprie

origini, della propria identità e dei propri obiettivi altrettanto radicata; da questo punto di vista, dunque, Gauguin aveva molto da imparare dal più giovane Vincent.

Di lui, Vincent dirà: “Istintivamente sento che Gauguin è un calcolatore, che vedendosi molto in basso nella scala sociale, vuole riguadagnare una posizione con dei mezzi che saranno certamente onesti, ma soprattutto molto politici. Gauguin non sa che io sono in grado di valutare tutto ciò. E non sa forse che ha assolutamente bisogno di guadagnare tempo, e che con noi guadagna tempo, se non anche altre cose”.

Notte Stellata di Vincent Van Gogh

Van Gogh è quello che dei due tentò con più forza di coltivare questa amicizia, egli credeva che Paul Gauguin avesse un potenziale artistico al di sopra di ogni altra persona. Gauguin era dello stesso parere nei confronti dell’amico, ma era spesso turbato dal carattere instabile di Van Gogh.

“Il buon Gauguin e io in fondo in fondo ci capiamo e quand’anche fossimo un po’ matti, non siamo forse però anche abbastanza profondamente artisti per dissipare le preoccupazioni al riguardo con quel diciamo per mezzo del pennello?” Nonostante tutto, dunque, sarà sempre amicizia tra di noi”.

Gauguin se ne andò dopo che Van Gogh ebbe l’esaurimento nervoso che lo portò a tagliarsi una parte dell’orecchio e c’è chi sostiene che a seguito del suo abbandono, scomparve anche quella leggerezza che grazie a questo rapporto Van Gogh aveva ritrovato e che lo spinge poi giù da un burrone, dal quale non riuscì più a risalire.

Articolo e foto di Simone Palermo

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *