Il genio italiano all’opera sul cuore dei bambini

Ogni giorno opera a cuore aperto bimbi di ogni età o interviene su delicate malformazioni infantili alla trachea.
Ogni giorno Simone Spegiorin, il più giovane chirurgo e primario d’ Inghilterra e della intera Europa, silenziosamente, guida la sua equipe di altissime eccellenze al Glenfield Hospital di Leicester.
Ha 37 anni. A soli 34 anni ha effettuato il suo primo trapianto di polmoni su di un bambino di soli sei mesi di vita, per primo al mondo ha sperimentato e completato con successo il primo trapianto al mondo di trachea con cellule staminali del paziente.
Simone Spegiorin è l’ennesimo esempio del genio italiano riconosciuto internazionalmente.
Specializzatosi in cardiochirurgia pediatrica presso la prestigiosa università di Padova decide di non attendere i tempi canonici per il “passaggio dalla teoria alla pratica”, e bruciando le tappe, si trasferisce in Inghilterra per avere l’opportunità di seguire un training di 300 interventi.
All’opera, Simone, si distingue immediatamente e inizia la sua carriera folgorante.
Eccellendo senza discussioni tra gli altri, diviene subito capo della propria unità e direttore, cioè “primario”, della sua divisione.
Bbc, Focus e altre emittenti e testate giornalistiche internazionali parlano di Spegiorin, lo cercano, chiedono di intervistarlo, e lui, umile come tutti i geni, rifiuta l’appellativo di “eroe”.
Trova il tempo Simone, di condividere il suo sapere, pubblica articoli sulle più prestigiose riviste scientifiche, si confronta con altri italiani quali, per esempio, Paolo Coppi, scienziato italiano che, a soli 41 anni, scopre le cellule staminali nel liquido amniotico, o con altri coetanei italiani ideatori di star up o di risolutive analisi delle economie mondiali, tutti di medesima nostrana origine.
E poi durante le sue ferie, quattro volte all’anno, si reca a Mumbai, in India, per effettuare altri interventi su neonati e bambini a titolo di beneficenza
L’eccellenza italiana, non si discute al mondo, l’eccellenza italiana guarisce le ferite del mondo.
                                                                                                           Erika CANNOLETTA

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