Verdi affascina la Cina

Roma – Si sa, la Cina ha da sempre una passione per l’Italia e il bicentenario della nascita di Giuseppe Verdi (Roncole di Busseto, 10 ottobre 1813 – Milano, 27 gennaio 1901) non poteva che essere una buona occasione per fare conoscere meglio il grande compositore italiano, anche all’ombra della Grande Muraglia. Il prossimo 15 settembre verrà infatti inaugurata a Pechino, nel Museo Nazionale di Piazza Tien An men, la mostra “Verdi, l’invenzione del vero – ovvero l’alfabeto del sentimento umano”. L’esposizione, su uno spazio di ben 800mq, è composta da 21 arie, sinfonie o cori, associate ad altrettanti schermi, incorniciati come se fossero quadri, per trasmettere video e immagini montate sulla musica di Verdi come un quadro di Andy Warhol. Uno spazio privilegiato è dedicato al “Va pensiero”, con l’esposizione del manoscritto originale dell’aria. L’altra particolarità di questa mostra è che ad ogni quadro/aria è associata una lettera dell’alfabeto, cosí la A può rappresentare di volta in volta sia la A di Amore che la A di Aida. Un’idea che i curatori hanno avuto direttamente dall’attivista birmana Aung San Suu Kyi, grande appassionata del compositore de “La Traviata” che, in un’intervista, ha dichiarato di amare Verdi proprio per la sua capacità di rappresentare tutto “l’alfabeto dell’animo umano”. L’esposizione ha potuto contare anche sul contributo della Rai dove, proprio nella sede di viale Mazzini a Roma, si è tenuta la conferenza stampa di presentazione. “Non potevamo non collaborare a una iniziativa come questa, che rappresenta per il nostro servizio pubblico le ragioni del nostro impegno e motivo di grande soddisfazione – ha spiegato il presidente della Rai Anna Maria Tarantola, sottolineando come la Rai partecipi attivamente a tutte le iniziative per il bicentenario verdiano – La Rai è stata partner nell’allestimento della mostra, ha fornito il suo patrimonio delle teche Rai e gli spezzoni della nostra programmazione che hanno raccontato all’Italia le vicende di Verdi, offrendo anche il supporto dei nostri addetti affinché la mostra possa essere veramente una vetrina della nostra identità culturale”. “Sarebbe auspicabile che questa mostra, dopo l’importante tappa di Pechino, potesse continuare a percorrere un immaginario tour in altre città della Cina e dell’estremo Oriente – ha dichiarato il Ministro della Cultura Massimo Bray attraverso un messaggio -, con il nobile intento di fare da ambasciatore dell’Italia, veicolando cosí i caratteri tipici e quella mirabile ‘facilità del sentire’ delle note di Giuseppe Verdi”. Un desiderio questo del Ministro che è già destinato ad avverarsi. La mostra infatti, grazie all’impegno della ambasciata d’Italia a Pechino, sarà ospitata nel corso del 2014 in altre dieci città cinesi, senza contare che il governo indonesiano l’ha già richiesta per Jakarta. 

                                                                                                                   da 9Colonne

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