PreRaffaelliti: l’utopia della bellezza

A Torino fino al prossimo 13 luglio, sarà possibile visionare, settanta capolavori della Confraternita dei Prerafaelliti dalla collezione della Tate, un’occasione unica da non perdere prima che queste opere d’arte ritornino sotto la custodia del museo di Londra. La mostra allestita nello spazio mostre del Polo Reale in Palazzo Chiablese, è curata e realizzata da Alison Smith, capo curatore della sezione di arte inglese del XIX secolo ed è promossa dal Comune di Torino insieme all’Assessorato alla Cultura e la produzione 24 ORE cultura, in collaborazione con la Tate Britain. La voce narrante della mostra è di Luca Beatrice che racconta in un video-catalogo e in un saggio l’influenza della Confraternita dei Preraffaelliti sulla cultura occidentale. I precursori dello stile New Gothic che hanno preso spunto dalle tematiche preraffaellite sono ad esempio i registi Tim Burton e Francis Ford Coppola, la moda dark interpretata da Alexandre McQueen, Jean Paul Gautier o, ancora, i gruppi del dark inglese come i Big Four, i Joy Division, i Bauhaus e, soprattutto i Cure. La Mostra si articola in sette sezioni e intende mettere in rilievo le principali tematiche del movimento preraffaellita a partire dalla Storia, la Religione, Il Paesaggio, La vita moderna, La Poesia, La Bellezza e il Simbolismo. È interessante soffermarci sulla storia della Confraternita dei Preraffaelliti , fondata nel 1848, che ha inizio con tre giovanissimi artisti – John Everett Millais, Dante Gabriele Rossetti e William Holman Hunt. L’obiettivo comune a tutti era quello di cambiare la società attraverso l’Arte traendo spunto dagli ideali del passato e del primissimo Rinascimento. I Preraffaelliti hanno dipinto i loro paesaggi en plein per riprodurre il più fedelmente possibile ogni fiore e ogni stelo d’erba. Per questo motivo i loro colori hanno l’intensità di un gioiello e la luce è quellacristallina di un sole splendente. I quadri di questi pittori vogliono raccontare una storia spesso attinta da Dante Alighieri o da William Shakespeare, fonte d’ispirazione dei pittori sono anche le novelle medievali e la Bibbia, per suscitare nell’osservatore il giusto pathos. Di grande interesse, nella sezione finale, il lascito artistico del movimento che derivò prevalentemente da Dante Gabriel Rossetti. La prestigiosa casa editrice Carabba, da sempre nota per la sua attenzione artistica ha pubblicato a cura di Gianni Oliva- I Rossetti, Album di Famiglia, un ricco repertorio di documenti testimonianze e immagini attraverso un elaborato lavoro di ricerca incentrato sulla famiglia Rossetti, il cui capostipite Dante Gabriel Rossetti ha cercato di riportare sulla tela i tratti essenziali della propria vita a partire dai legami affettivi con le modelle, esaltando attraverso la pittura la sensualità e l’amore, un connubio con gli ideali di bellezza e di poesia,tanto da lasciar trapelare nelle sue opere una componente base della sua esistenza, legata finemente al suo stile di vita e al suo concetto di estetismo. Come precisa Gianni Oliva nel suo album di famiglia “la realtà è ben diversa. I dipinti di Rossetti, pur attingendo allo spirito decadente e bohémien di un insolito modus vivendi, se ne svincolano ampiamente. Ciò che in realtà li caratterizza, rendendoli davvero un unicum, non sono le atmosfere e le vicende ritratte, vale a dire il tema dell’autobiografismo, bensì la tecnica radicalmente innovativa, l’originalità cromatica e compositiva”. La mostra unitamente alla bibliografia sono la testimonianza diretta di un’identità italiana e dei rapporti artistico-culturali tra Italia e Inghilterra, tema ben rappresentato anche da un altro volume della casa Editrice Carabba, “I Rossetti e l’Italia”. Per info e costi sulla mostra www.mostrapreraffaelliti.it per la bibliografia www.editricecarabba.it

                                                                                                                                                   Silvia BERLINGUER

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