Estensione della Brexit per gestire l’emergenza covid-19?

di Arianna Caracciolo

Ricordiamo la Brexit? Per circa tre anni, in UK non abbiamo parlato di nient’altro. Sappiamo già che il Regno Unito ha ufficialmente lasciato l’Unione europea il 31 gennaio 2020. Ma ora siamo in un periodo di transizione fino al 31 dicembre, durante il quale il Regno Unito è ancora trattato praticamente come un membro dell’UE mentre i cicli di negoziati continuano. Ovviamente, l’attenzione è rivolta alla pandemia del covid-19, che negli ultimi mesi, ha assorbito tutta l’energia del ciclo di notizie.  

Il governo britannico afferma che un accordo commerciale UE-Regno Unito deve essere in vigore entro l’ultimo giorno dell’anno. Il governo ha fin ora escluso un’estensione del periodo di transizione, ma il Fondo Monetario Internazionale esorta il Premier britannico Boris Johnson –  tornato al lavoro da una settimana, dopo tre settimane di assenza a causa del covid-19,-  a non escludere quest’opzione. L’idea alla base del periodo di transizione era quella di ridurre al minimo le perturbazioni causate alle imprese e durante i viaggi tra il Regno Unito e l’UE. Secondo l’UE la proroga di un anno o due sarebbe una mossa ragionevole in base alle circostanze. Finora c’è stato solo un ciclo di negoziati commerciali tra UE-Regno Unito che ricomincerà questa settimana, tramite videoconferenza, ed entrambe le parti affermano che faranno del loro meglio per fare progressi rapidi e positivi. Ma il tempo sta scivolando via. 

Secondo alcuni, se non riuscissero a concordare un accordo commerciale in tempo, il Regno Unito rischierebbe un doppio colpo economico causato da una Brexit senza accordo e da una recessione indotta dal coronavirus. Tuttavia persino i leavers non possono negare che la preoccupazione per la Brexit abbia contribuito alla negligenza del governo nel non riuscire a preparare adeguatamente l’attuale pandemia. In questa tragedia, la collettività e soprattutto il personale sanitario – che rischia continuamente il contagio non avendo nemmeno gli strumenti per difendersi – si ritrovano a pagare il prezzo più alto, a causa di queste carenze. 

Bruxelles si domanda se le imprese del Regno Unito e dell’UE – già alle prese con lo sconvolgimento causato dal coronavirus – necessitino di un altro grande cambiamento alla fine di quest’anno. Ma qualunque cosa pensino, i leader dell’UE affermano che non chiederanno formalmente un’estensione. Dicono che il premier Boris Johnson ha fissato un calendario serrato. La decisione di ritardare ulteriormente – se ci fosse – dovrà venire da Londra. 

2 pensieri riguardo “Estensione della Brexit per gestire l’emergenza covid-19?

  • 5 Maggio 2020 in 11:36
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    Bel sito e complimenti ai giornalisti.
    Minpare abbiate cambuato la direzione.
    Good luck a tutti

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    • 6 Maggio 2020 in 23:30
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      Grazie mille per i suoi cari auguri, ci fanno molto piacere! Continui a seguirci, faremo del nostro meglio! A presto

      Risposta

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