FUORI PROGRAMMA, Festival Internazionale di Danza Contemporanea

Fuori Programma, con la direzione artistica di Valentina Marini, alla sua quinta edizione torna in scena nell’estate 2020. Il Festival è prodotto da European Dance Alliance/Valentina Marini Management con il contributo di Roma Capitale in collaborazione con il Teatro di Roma – Teatro Nazionale, Teatro Biblioteca Quarticciolo e V Municipio. Il progetto è vincitore dell’avviso pubblico ESTATE ROMANA 2020-2021-2022 e fa parte di ROMARAMA 2020, il palinsesto culturale promosso da Roma Capitale 

Il calendario, che si divide quest’anno in due sezioni itineranti per la città, assolve a una vocazione che risponde alla partecipazione e alla relazione tra luoghi, persone e geografie disegnando una diversa traiettoria attraverso i quartieri e i Municipi coinvolti per ribaltare il rapporto tra centro e periferie. La prima parte del Festival si svolge a fine luglio, dal 28 al 30, attraversando gli spazi esterni del Teatro India con tre eventi nell’arena, per poi proseguire, nel mese di settembre, con performance urbane itineranti nei cortili e giardini del Quartiere Quarticciolo (Municipio V). 

I tre appuntamenti programmati nei rinnovati spazi esterni del Teatro India sono progetti esclusivi riscritti dagli autori in versione site specific da fruire all’ora del tramonto. Lava Bubbles (28 luglio ore 19.45) di Roberto Zappalà e Nello Calabrò affida a Compagnia Zappalà Danza e due batteristi live la serata di apertura. La pièce, che parte del progetto Nella città, la danza, esplora il rapporto tra la performance e il territorio che la accoglie. Le “bolle” citate nel titolo oltre a evocare l’Etna, simbolo naturale della regione in cui la compagnia risiede, vogliono essere metafora del ritmo della vita quotidiana, di un magma incessante che scorre ridefinendo continuamente il tessuto urbano e sociale delle città contemporanee e, in questo caso auspicio, di un nuovo fermento, di una nuova vitalità che insieme andremo a riscoprire. 

Il secondo appuntamento è affidato alla scrittura coreografica di Fabrizio Favale che presenta un riallestimento del dittico Ibis Tanz e Lute-arrivo delle scintille e dei bagliori in ogni cosa (29 luglio ore 19.45), creazione per due danzatori de Le Supplici e coprodotto da MilanOltre

Chiude il terzo giorno di programmazione Last Space (30 luglio ore 19.45), un progetto di Marco Di Nardo per Frantics Dance Company accompagnato dal live set a cura di Molotoy-Andrea Buttafuoco. Il collettivo con sede a Berlino sintetizza la ricerca di un gruppo di performer la cui esperienza fonde B-boying, Hip-hop, tecniche di improvvisazione e tecniche contemporanee. Chiude questa prima parte del Festival, il live set Musique d’ameublement (30 agosto ore 22.00), illuminata intuizione del celebre compositore Erik Satie, dove l’elettronica di Andrea Buttafuoco incontra il violoncello di Carmine Iuvone, polistrumentista per Nicola Piovani, Francesco Motta, Danilo Rea e la tromba di Domenico Rizzuto, jazzista che vanta numerose collaborazioni internazionali quali Craig Haynes, Bob Quaranta, Pete Locket. Tape loops.  

Il Festival prevede Incontri a cura di Casa dello spettatore (28 luglio ore 18:30; 29 e 30 luglio ore 19) tra opere, spettatrici e spettatori nel tempo disteso dell’estate, un’occasione per ri-trovarsi in un fuori programma che, a partire dall’esperienza di vedere la danza contemporanea, riattiva dopo una lunga e forzata pausa, una conversazione in presenza tra città e creatività; e subito dopo gli spettacoli, incontri a cura di Viviana Raciti (Teatroecritica.net) con i protagonisti: Roberto Zappalà (28 luglio) e Marco Di Nardo & Andrea Buttafuoco (30 luglio).  

Fuori Programma prosegue l’indagine creativa iniziata nel 2016 intorno al vasto paesaggio della scena contemporanea internazionale. La recente emergenza virale, che ha coinvolto lo stato di salute fisica, economica, artistica nazionale e internazionale, carica di nuove urgenze e significati il Festival esaltando la potenza dell’imprevisto, del fuori programma appunto, in relazione alla prossimità tra i corpi e al loro movimento libero nella città.  

È quindi l’accezione del Fuori a tracciare il sentiero del percorso creativo di questa edizione che propone un programma inteso ad accogliere gli spettatori andando verso, raccogliendolo intorno, abbracciando idealmente l’artista negli spettacoli volutamente allestiti in una dimensione circolare nell’Arena Teatro India a luglio. Per il mese di settembre, nel Quartiere Quarticciolo, performance, letture, e laboratori che rovescino la tradizionale traiettoria che ci vede spostarci dai luoghi di fruizione culturale, per portare gli stessi contenuti direttamente “a casa” delle persone.  

  1. Teatro India  
  1. Lungotevere Vittorio Gassman, 1 – Roma 
  1. Info e prenotazioni (prenotazione obbligatoria) 
  1. fuoriprogrammafestival@gmail.com 

www.fuoriprogramma.com  

PROGRAMMA_prima parte 

Calendario  

28 luglio ore 19.45, Arena Teatro India  

Roberto Zappalà/Compagnia Zappalà Danza (IT) 

Lava Bubbles  

performance site-specific dal progetto “Nella città, la danza” di Roberto Zappalà e Nello Calabrò 

prima romana 

29 luglio ore 19.45, Arena Teatro India 

Fabrizio Favale/Le Supplici (IT) 

Ibis Tanz e Lute-arrivo delle scintille e dei bagliori in ogni cosa  

prima romana 

30 luglio, Arena Teatro India 

ore 19.45 

Marco Di Nardo/Frantics Dance Company (DE) & Molotoy 

Last Space  

prima nazionale 

ore 22.00, Arena Teatro India  

Andrea Buttafuoco/ Molotoy 

Musique d’ameublement (IT) 

live set  

GLI SPETTACOLI, LE COMPAGNIE 

28 luglio ore 19.45, Arena Teatro India  

Roberto Zappalà/Compagnia Zappalà Danza (IT) 

Lava Bubbles  

performance site-specific dal progetto “Nella città, la danza” di Roberto Zappalà e Nello Calabrò  

prima romana 

concept, coreografia e regia Roberto Zappalà 

interpretazione e collaborazione alla costruzione Maud de la Purification, Filippo Domini, Marco Mantovani, Sonia Mingo, Adriano Popolo Rubbio, Fernando Roldan Ferrer, Valeria Zampardi, Joel Walsham, Erik Zarcone 

alle batterie Francesco Cusa, Enzo Zirilli 

e con la partecipazione di Roberto Zappalà 

costumi Debora Privitera  

direzione tecnica Sammy Torrisi  

direzione generale Maria Inguscio 

una produzione  

Scenario Pubblico/Compagnia Zappalà Danza – Centro di Produzione della Danza  

per I ART – il Polo Diffuso per le Identità e l’Arte Contemporanea in Sicilia 

Scenario Pubblico / CZD è sostenuto da 

MIBACT 

Regione Siciliana Ass.to del Turismo, dello Sport e dello Spettacolo  

Nella città, la danza è un’idea progettuale che intende portare l’attenzione sul rapporto tra la performance e il territorio che la riguarda. Il titolo del progetto indica in maniera chiara una relazione inestricabile tra una forma artistica e il luogo dove questa si svolge, tra i corpi dei danzatori e il corpo della città e dei suoi abitanti, al contempo spettatori e coprotagonisti della creazione. Le bolle del titolo Lava Bubbles, oltre ad evocare, ovviamente, l’Etna, vogliono essere metafora di quotidianità, di ritmo della vita di ogni giorno; di un magma, un ribollio incessante, di uno scorrere e scoppiare, ma anche del senso di rinascita che le città contemporanee esprimono.  Lava Bubbles è anche una suggestione che la natura ha dato a Zappalà per determinare una serie di codici che sottolineano una parte del training di modem, il linguaggio della sua compagnia: lava bubbles, lava flowing, lava deep e lava fill. Nello spettacolo, si intende far “reagire” la performance con il territorio che la ospita. La città, la sua storia, la sua cultura e soprattutto le persone che la abitano e la vivono, diventano contenitore e contenuto. I corpi e le performance dei danzatori si inscrivono in uno scenario architettonico determinato, la cui consistenza è tale da diventare parte integrante dello spettacolo. Nel rapporto con la danza da parte degli spettatori, i corpi e i gesti della quotidianità, nelle sue stratificazioni e differenze culturali, economiche e sociali, daranno origine a tutti quei contrasti, cortocircuiti, paradossi e imprevedibilità che tutti insieme costituiscono il ritratto di una città.  Con il linguaggio della danza si vuole comunicare con la citta, con il suo corpo vivo e con quello dei suoi abitanti che non si “limiteranno” ad essere voyeur ma corpi tra corpi e ospiti nel duplice senso della parola. Compagnia Zappalà Danza. Compagnia di punta del panorama italiano, da 30 anni portatrice del pensiero artistico di Roberto Zappalà, si distingue per la disponibilità di un repertorio ampio e articolato, frutto del lavoro sinergico del coreografo, del suo drammaturgo di riferimento nello Calabrò e dei danzatori che negli anni hanno permesso la realizzazione di oltre 80 produzioni di diversa tipologia, ospitate in tutto il mondo da teatri e festival di rilievo internazionale. Caratteristica delle creazioni è anche un rigoroso lavoro sul linguaggio che nel tempo è stato costruito, denominato MoDem. Tra I premi ricevuti, il Premio Danza&Danza per “A.semu tutti devoti tutti?” e “LA NONA”. Dal 2002 la Compagnia Zappalà Danza è residente a Catania presso Scenario Pubblico, una struttura che ha consentito alla compagnia e al coreografo di ampliare e approfondire il lavoro di ricerca coreografica e di radicarsi sul territorio e nel 2015 ha ottenuto dal MIBACT il riconoscimento di Centro Nazionale di Produzione della Danza, insieme ad altre tre strutture Italiane. La compagnia è associata al festival MilanOltre per il triennio 2018-2020.  

29 luglio ore 19.45, Arena Teatro India  

Fabrizio Favale/Le Supplici (IT) 

Ibis Tanz  

prima romana 

coreografia Fabrizio Favale 

assistente alla creazione Andrea Del Bianco 

costumi e scene First Rose 

danzatori Daniele Bianco, Vincenzo Cappuccio 

prodotto da KLM – Kinkaleri / Le Supplici / mk 

coproduzione Festival MilanOltre 

con il contributo di MIBAC, Regione Emilia-Romagna, Fondazione Del Monte, ATER 

Ibis Tanz è una danza eseguita in coppia su un tappeto rosa con calzamaglia rosa brillante e a piedi nudi. Le coppie possono essere molte, a seconda del contesto e delle dimensioni del luogo. I movimenti sono semplici e codificati ma eseguiti liberamente e in modo casuale dagli artisti, creando un dialogo ripetitivo e mutevole allo stesso tempo. Questa danza è dedicata a tutti gli animali. 

video: https://vimeo.com/381926610 

Lute-arrivo delle scintille e dei bagliori in ogni cosa  

prima romana 

ideazione e coreografia Fabrizio Favale 

set, costume e video effects First Rose 

danzatori Daniele Bianco, Vincenzo Cappuccio 

musica Alex Somers, Paul Corley, Sigur Rós 

tour manager e promozione Andrea A. La Bozzetta 

una produzione KLm – Kinkaleri / Le Supplici / mk 

co-produzione Festival MilanOltre 

con il contributo di MIBAC, Regione Emilia-Romagna 

realizzato in residenza creativa presso ALASKA, un programma sperimentale a cura di AMAT e Klm 

Arrivo delle scintille e dei bagliori in ogni cosa Lute è lo scintillare della brace in un antico dialetto italico. Quell’enigmatico scintillare che tanto ipnotizza in geometrie evanescenti. Come se fosse la pulsazione di un codice tanto alieno quanto universale. Come i linguaggi che non comprendiamo ma che ci catturano come in sogno: lo straniero, tutti gli animali, le piante, i minerali, le macchine. Che ci lascia interdetti e innamorati come se fosse il dire di tutte le cose. È davanti a quelle braci che l’uomo ha iniziato a raccontare storie fantastiche. Quasi che quel luccicare fosse la dimora stessa e l’origine del sogno ad occhi aperti, dell’invenzione. Fabrizio Favale, Full Scholarship presso American Dance Festival, Duke University USA 1990. Come danzatore riceve nel 1996 il “premio della critica come miglior danzatore italiano dell’anno”. Come coreografo nel 2011 la “Medaglia del Presidente della Repubblica al talento coreografico italiano”. Dal 1991 al 2000 è danzatore per la compagnia Virgilio Sieni. Nel 1999 fonda la compagnia Le Supplici. È ideatore di una serie di progetti indipendenti dedicati alla ricerca tra cui: Piattaforma della Danza Balinese per Santarcangelo Festival (co-ideato assieme ai coreografi Michele di Stefano e Cristina Rizzo), e “Circo Massimo” per Teatro Duse Bologna. Collabora con musicisti internazionali come Mountains, Teho Teardo, Daniela Cattivelli. Dal 2017 il coreografo è invitato a tenere lezioni presso la Scuola di Alta Formazione dell’ERT e presso l’Accademia di Belle Arti di Bologna, realizzando assieme agli studenti anche una serie di performance sperimentali. Nel 2015 assieme a Kinkaleri e Mk fonda KLm, raggruppamento di co-progettazione artistica e innovazione. 

30 luglio ore 19.45, Arena Teatro India  

Marco Di Nardo/Frantics Dance Company (DE) & Molotoy (IT) 

Last Space  

prima nazionale 

concept e coreografia Frantics Dance Company 

interpreti Carlos Aller, Marco Di Nardo, Juan Tirado 

musica dal vivo Andrea Buttafuco/Molotoy 

con il supporto di Dance Days Chania, Embassy of Germany, Sophiensaele Berlin 

Last Space è un’opera che si tuffa direttamente nelle storie più profonde degli attori nel mezzo di un flusso costante di eventi. Quando lasciamo che la mente inconscia si manifesti, vengono portati avanti vecchi ricordi e storie del passato. I pensieri arrivano: li lasciamo crollare e congelare, allungare e accelerare, essere distrutti e ricostruiti. L’osservatore vede come tutto si dipana e si fonde attraverso una fisicità unica, energica e delicata. “Last Space” è un viaggio nella mente inconscia dei suoi artisti. Marco Di Nardo si occupa di danza urbana nel 2004. Dopo la sua formazione, è entrato a far parte di “Double B Rockers Crew”, un delle leggendarie crew di Break-dance italiano. Allo stesso tempo, ha fatto tournée con compagnie come Vittorio Toraldo, Laboratories Flegrei e Peppe Barra. Ha partecipato a numerosi concorsi e ha vinto eventi in tutta Europa. È uno dei fondatori della Collettiva berlinese Frantics Dance Company, ha lavorato con Panorama Dance Theather (CH), Southpaw Dance Co (UK), Theather Sthral Berlin (DE), Attualmente impegnato come ballerino presso Cia Wang Ramirez e come assistente coreografo presso lo Staatstheather Braunschweig. È stato insegnante ospite presso: CCN Ballet Preljocaj – Pavillon Noir, Staatstheater Kassel, Staatstheater Gorlitz, Staatstheater Braunschweig, Krakowskie Centrum Choreograficzne, A_Space Dance Studio Taipei, NunOff Barcelona, Contemporary Dance School Hamburg, Maison De La Danse Lyon, School of Performing Arts Malta, Dance Days Chania 2018-2019, DAF Facoltà di arti della danza Roma, Dublin Dance Festival 2019, HENNY JURRIËNS STUDIO Amsterdam, XI International Contemporary Workshop Praga 2019, ecc. Frantics Dance Company nasce nel 2013 a Berlino. La fisicità di Frantics consiste in una profonda ricerca e fusione in varie discipline quali, Bboying, Hip-hop, tecniche di improvvisazione, Acrobatica e Danza contemporanea. Molotoy. Il 2012 è l’anno del debutto di “The Low Cost Experience” (Modern life/Audioglobe). Il disco riscuote un buon successo di critica e pubblico, MOLOTOY condivide il palco con artisti del calibro di Nosaj-Thing, Pelican, Civil-Civic, Bud Spencer Blues Explosion e Mokadelic. I brani godono di diversi passaggi radiofonici nazionali e internazionali, come RaiRadio2 (Musical Box), Radio Brussel, RaiRadio3, Radio Rock e circuiti indipendenti. Il 27 Ottobre 2016 esce “The Most Intelligent Child” (Kibumi Records), un album di forte impatto che s’inserisce in un contesto ambient-elettronico, segnando il passaggio definito ad un approccio più performativo e sperimentale. Ne nasce un tour in cui un sistema auto- costruito di luci al led incontra suoni e immagini creando scenari di sincronia ossessiva e quotidiana. Nel 2017-2018 comincia un periodo di esperimenti sonori e collaborazioni con artisti internazionali legati al mondo della danza contemporanea: Dunja Jocic, Idan Sharabi e Dor Mamalia su tutti. Installazioni tenute presso contesti accademici e museali (MAXXI,Macro) e la fruttuosa partnership con l’artista statunitense John Pomara (East Texas State University, Horton Gallery, NY). 

LIVE SET 

30 luglio ore 22.00, Arena Teatro India  

Andrea Buttafuoco/Molotoy 

Musique d’ameublement (IT) 

live set  

Rarefazioni. soundscapes, minimalismi, textures granulari. divagazioni glitch e ricerca sonora. l’estetica MOLOTOY sposa il contemporaneo come materia in continuo movimento e dialogo tra suono e immagine. Un live set di “musica d’arredamento”, illuminata intuizione del celebre compositore Erik Satie, dove l’elettronica di Andrea Buttafuoco incontrerà il violoncello di Carmine Iuvone, polistrumentista per Nicola Piovani, Francesco Motta, Danilo Rea e la tromba di Domenico Rizzuto, jazzista che vanta numerose collaborazioni internazionali quali Craig Haynes, Bob Quaranta, Pete Locket. Tape loops e tessiture sonore su cui improvviseranno due strumenti della tradizione, dando vita ad un frullatore timbrico controllato e poco rumoroso. d’ambiente, appunto. Molotoy. Il 2012 è l’anno del debutto di “The Low Cost Experience” (Modern life/Audioglobe). Il disco riscuote un buon successo di critica e pubblico, MOLOTOY condivide il palco con artisti del calibro di Nosaj-Thing, Pelican, Civil-Civic, Bud Spencer Blues Explosion e Mokadelic. I brani godono di diversi passaggi radiofonici nazionali e internazionali, come RaiRadio2 (Musical Box), Radio Brussel, RaiRadio3, Radio Rock e circuiti indipendenti. Il 27 Ottobre 2016 esce “The Most Intelligent Child” (Kibumi Records), un album di forte impatto che s’inserisce in un contesto ambient-elettronico, segnando il passaggio definito ad un approccio più performativo e sperimentale. Ne nasce un tour in cui un sistema auto- costruito di luci al led incontra suoni e immagini creando scenari di sincronia ossessiva e quotidiana. Nel 2017-2018 comincia un periodo di esperimenti sonori e collaborazioni con artisti internazionali legati al mondo della danza contemporanea: Dunja Jocic, Idan Sharabi e Dor Mamalia su tutti. Installazioni tenute presso contesti accademici e museali (MAXXI,Macro) e la fruttuosa partnership con l’artista statunitense John Pomara (East Texas State University, Horton Gallery, NY). 

(foto LeSupplici) 

Michele Olivieri 

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