SCENDE GIÙ PER TOLEDO

La Rassegna Altri Percorsi si chiude con la drammaturgia di Giuseppe Patroni Griffi e l’interpretazione di Arturo Cirillo, martedì 3 maggio alle ore 21 presso il Teatro Fraschini di Pavia. Giuseppe Patroni Griffi, commediografo, autore e regista teatrale e cinematografico scomparso nel 2005, pubblicò nel 1975 un romanzo forte, Scende giù per Toledo, di straordinaria e coraggiosa invenzione, che portava alla luce un mondo esistente, fino a quel momento sommerso, svelato in parte solo da un altro grande autore, Giovanni Testori: quello dei travestiti. Un modo sincero di raccontarlo, senza ipocrisie, con partecipazione e sentimento come era lui, artista a tutto tondo che si era trasferito a Roma nel dopoguerra, si era legato ai giovani intellettuali della Capitale e aveva cominciato a scrivere per la Compagnia dei Giovani al Teatro Eliseo. La reazione al testo fu scontata, tra polemiche e scandalo; del resto Patroni Griffi era legato alla contemporaneità e amava le tematiche scomode. La drammaturgia di Scende giù per Toledo non si ferma qui, ha inoltre il merito di fare da specchio riflettente all’essenza partenopea delle sue radici: ci mostra la forza insieme alla fragilità della sua città, Napoli, e del suo mondo metafisico. Una scrittura che alterna spirito poetico a crudo realismo, da lasciare lo spettatore senza fiato. Rosalinda Sprint ha i tacchi a spillo e un corpetto di paillettes. Vive in una stanza dove troneggia un letto ovale, un paravento, pouf, cuscini e rivestimenti in pellicce sintetiche. È scappata dai bassi per trascorrere l’esistenza a Montecalvario. Fa la vita per strada o nelle camere della maitresse Marlene Dietrich. Rosalinda vive la sua esistenza alternando esperienze iper-vitali a violente cadute, sotto l’occhio vigile di una società pronta a gridare allo scandalo e votata a emarginare. Il sogno irrisolto della protagonista è l’amore di un uomo, svanito prima con Gaetano, con il quale ha creduto di trovare la felicità, o con il cugino Gennaro in un incontro avvenuto il giorno del funerale del padre. Un mondo maschile crudele, che si approfitta brutalmente e alla fine fa finta di niente. Cela nel suo animo una illusione di riscatto, che si palesa con un guizzo romantico quando, avvolta in un paltò con il collo alla Maria Stuarda si vede “da forestiera” in Inghilterra: anche questo sogno, costruito sulle immagini delle scogliere di Dover, è una delusione. Rosalinda non può fuggire da Napoli quando si è tutt’uno con lei. Arturo Cirillo, artista rappresentativo della scena italiana, regista e interprete dello spettacolo, è assoluto: riempie la scena come narratore, è bravo interprete di una geniale galleria di personaggi- dalla tenutaria Marlene e all’anziana prostituta Baronessa, evoca immagini e situazioni dure e profonde, diverte e commuove insieme, restituisce tutta l’intensità di un personaggio inquieto e ferito, sarcastico e frivolo, disperatamente vitale. Una grande prova d’attore e di teatro. Info: www.teatrofraschini.org

                                                                                         Michele OLIVIERI

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