GENGIS KHAN AL CARLO FELICE

Da venerdì 15 a domenica 17 gennaio, l’appuntamento con la danza al Teatro Carlo Felice di Genova porterà in scena con la Compagnia di balletto della Mongolia con “Gengis Khan”, rassegna di danze nazionali e suite coreografiche della Mongolia, su coreografie di Sevjidin Sukhbaatar. La Compagnia fondata nel 1945, è nata con l’intento di far conoscere al mondo la cultura mongola, come è stato per il Circo della Mongolia. Attualmente dispone di un organico di circa duecento dipendenti, formato da danzatori, musicisti e vocalisti. Si è esibita in oltre 50 paesi del mondo, è stata ospite al Palazzo di Vetro dell’Onu e al Teatro Bolshoi di Mosca, mentre da noi, in Italia, è venuta soltanto due volte la prima nel 1986 e l’ultima nel 2006. Il repertorio della Compagnia comprende danze molto particolari, suddivisibili in alcune grandi categorie: religioso-rituali, sia sciamaniche che buddiste, storico-militari e nazionali propriamente dette, che incarnano le peculiarità delle diverse etnie mongole. La danza accompagnata da strumenti tradizionali e dal canto, forma insieme ad essi un’unica espressione artistica. Dal 2013 la compagnia è diretta da Khatankhuyag Khaskhüü, giovane coreografo, diplomatosi alla prestigiosa Accademia di Arte Teatrale di Mosca. Una particolare attenzione è stata dedicata alla ricostruzione dei preziosissimi costumi d’epoca (in metallo, cuoio e seta) della Guardia di Ferro di Gengis Khan; non meno accurati sono i tradizionali costumi nazionali, realizzati in seta, pelle e pelliccia, molto variopinti e raffinati. Particolarmente degne di nota sono le acconciature femminili, i capelli vengono raccolti in due grosse code piatte ai lati della testa, tenuti insieme da un’intelaiatura in legno e da borchie metalliche, a fare quasi da ulteriore ornamento al ricco copricapo. La danza è accompagnata da strumenti tradizionali e dal canto, formando insieme ad essi un’unica espressione artistica, in particolare il canto “Khöömei”, tipico della regione dell’Altai, è una vera e propria acrobazia vocale, riservata esclusivamente a cantanti maschili che, usando faringe, naso e lingua, riescono a produrre fino a tre suoni contemporaneamente, modellando quelli più acuti e melodici sulle armoniche dei suoni più profondi. Il Khöömei trae origine dall’imitazione delle voci della natura. Lo spettacolo inizia dal popolo Xiongnu, o Unni asiatici, per passare, con un salto di quasi un millenio, alla grande epopea di Gengis Khan. Una previsione sciamanica annuncia l’avvento di un nuovo, grande condottiero che unificherà le tribù mongole e le riporterà allo splendore del passato: Temujin, che passerà alla storia con il titolo di Chinggis Khaan, o khan oceanico. Rientrato vittorioso da una campagna di guerra per la festività del Naadam, con i suoi nove generali e le nove regine, assiste all’omaggio che il suo popolo gli tributa con danze, musica e canti. Al termine del Naadam, il grande Khan riparte per una nuova spedizione di guerra.
                                                                                            Michele OLIVIERI

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