SACRO E PROFANO DANZANO IL TANGO

Lunedì 31 agosto alle ore 20.30, nella suggestiva cornice della Basilica di Sant’Angelo, nell’omonima piazza a Milano, un grande appuntamento a ingresso libero dedicato alla musica sacra, con il Premio Oscar Luis Bacalov alla guida dellìOrchestra Sinfonica di Milano Giuseppe Verdi e il Coro Cantosospeso diretto da Martinho Lutero. In programma le composizioni sacre di Bacalov stesso: il concerto apre con il Salmo XXIII del Re Davide, scritto in occasione del film dedicato alla vita di Papa Giovanni Paolo II; segue un’altra composizione per il cinema, questa volta dedicata alla figura del Caravaggio, con la suite dal film Caravaggio di Angelo Longoni. In conclusione, Misa Tango: messa in cinque sezioni elaborata per grandi coro e orchestra, che debuttò nel 1999 con l’Orchestra Nazionale di Santa Cecilia diretta da Myung-Whun Chung e che fu presto resa celebre ed amatissima grazie all’incisione con la voce di Placido Domingo. In questa edizione milanese di fine estate, dedicata alla rassegna Nutrire lo Spirito, la Misa Tango vedrà il soprano Francesca Pacileo, il mezzosoprano Benedetta Mazzucato, il baritono Daniele Caputo e il banodoneón – strumento legato all’identità argentina – di Davide Vendramin affiancare il maestro argentino come interpreti dei ruoli solisti. Il programma comprende: I Salmi del Re David, già composti per un film sulla vita di Papa Giovanni Paolo II: si tratta di una partitura, profonda espressione di spiritualità, capace di contenere una koinè ampia – dall’ebraico al latino, all’italiano, lo spagnolo, il francese e l’inglese – composta e orchestrata in funzione della specifica musicalità dei testi. La presenza dominante dell’arpa, nonché dei flauti e di alcuni strumenti a percussione, assicurano echi biblici di grande fascino ed emozione. / Salmo de David / XXIII per soprano, mezzosoprano, baritoni, coro e orchestra da camera / Jehová es mi pastor; nada me faltará. / En lugares de delicados pastos me hará descansar; Junto a aguas de reposo me pastoreará. / Confortará mi alma; Me guiará por sendas de justicia por amor de su nombre. / Aunque ande en valle de sombra de muerte, No temeré mal alguno, porque tú estarás conmigo; Tu vara y tu cayado me infundirán aliento. / Aderezas mesa delante de mí en presencia de mis angustiadores; Unges mi cabeza con aceite; mi copa está rebosando. / Ciertamente el bien y la misericordia me seguirán todos los días de mi vida, Y en la casa de Jehová moraré por largos días. / Suite del Caravaggio, tratta dalla colonna sonora del film Caravaggio. L’ombra del genio di A. Longoni. / Il film diretto da Angelo Longoni, sceneggiato da James Carrington e Andrea Purgatori e musicato da Luis Bacalov, il film parte dalla nomea di artista maledetto che circonda il mito del protagonista per fare dell’ambivalenza e della contraddizione la propria cifra. Amante onnivoro ma incapace di legarsi, artista sensibile ma uomo iracondo, fermo credente tanto nelle Sacre Scritture quanto nella materia del reale anche nei suoi aspetti più truci, Caravaggio viene ammirato per il suo talento e detestato perché dipinge i santi con i volti degli emarginati, le madonne con i tratti somatici delle meretrici. Al centro del racconto, l’impossibilità di conciliare la sua natura umana, carnale e instabile, con la prepotenza del suo genio. Al centro della forma, la potenza della luce, che altera ogni forma che investe, fa nascere le figure dall’oscurità, permette l’esistenza del cinema stesso. Cavaliere dell’impresa è Alessio Boni, “oscurato” nel fisico con alcuni ritocchi che gli appesantiscono gli occhi e ne drammatizzano l’espressione, ma “illuminato” nell’interpretazione: vero e proprio “a solo” d’attore che ben s’intona e si fonde nell’affresco di Longoni e Storaro, musicato da Bacalov. Misa Tango è stata più volte definita la grande sfida di Bacalov, riuscito magistralmente nell’impresa di far emergere la sacralità di un ballo tanto sensuale qual è il tango argentino. Così sacro e profano si abbracciano, volteggiando tra tanghi e milonghe, senza tuttavia tradire la sacralità di questa musica che il compositore difende. E se per Borges il tango era “un pensiero triste che si balla”, per Luis Bacalov qui diviene “un pensiero religioso che si suona”, la cui sensualità diviene quindi lode al divino. Ma Bacalov si spinge ancora più in là e vuole scrivere una messa che sia “per tutti”: la composizione infatti sorvola la divinità di Gesù perché, come egli stesso dichiara, “per me è solo un uomo e voglio fare una messa ecumenica, che coinvolga tutti: chi crede in un solo Dio, sia musulmano, cristiano o ebreo, e chi non crede affatto ma sente il bisogno di una riflessione”. Non manca la nota autobiografica: “L’inserimento del banodoneón, strumento principe del tango, con i suoi struggimenti sublimati, rappresenta il piccolo uomo di Buenos Aires davanti al mistero dell’Universo. Io non ho avuto il dono della fede: dietro questa partitura c’è la mia sofferenza. Nel Credo e nel Gloria c’è la gioia del credente. Il coro e i solisti sono il popolo di Dio, il banodoneón l’omino che cerca e si strugge”. La rassegna Nutrire lo Spirito è organizzata da laVerdi nell’ambito della programmazione per Expo 2015, in collaborazione con Fondazione Ambrosianeum. / Fondazione Orchestra Sinfonica e Coro Sinfonico di Milano Giuseppe Verdi. Info: www.laverdi.org
                                                                                                 Michele OLIVIERI

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