Cusco celebra Antonio Raimondi

Sempre forte è stato il legame tra le popolazioni del Sud America e quelle che popolano il Mar Mediterraneo, e l’ennesima conferma viene data dall’apertura a Cusco della mostra “Tesori di Cusco. L’impronta di Antonio Raimondi”.
Nuovo evento, creato in occasione delle celebrazioni dell’anno italiano in America Latina, che vuole onorare e dare spolvero alla memoria dell’esploratore milanese Antonio Raimondi,che fu altresì botanico, cartografo e archeologo. Il viaggiatore nostrano, nato nel 1824 fin da giovanissimo fu attratto dalle scienze naturali, e la sua passione per il Perù nello specifico ebbe origine in parte dalla mancanza di informazioni scientifiche sulla terra dei leggendari Incas, e in parte dall’impressione che gli fecero alcuni cactus giganti visti presso la serra del Giardino Botanico di Milano. Pertanto, dopo una breve avventura politica con la partecipazione alle rivolte delle Cinque Giornate di Milano, Raimondi partì per oltreoceano, e viaggiò attraverso il Perù per molti anni, dal 1851 al 1869. Definito tutt’oggi come uno degli ultimi veri esploratori dell’epoca, e nello specifico naturalista enciclopedico, Antonio trascorse questi anni di ricerca senza che nulla (condizioni del terreno, clima) potesse fermarlo o distoglierlo dal suo intento, catalogando così tutto quanto poteva registrare dei paesaggi naturali e sociali che trovava nel suo cammino: piante, animali, insetti, mostre di minerali, furono raccolte sistematicamente mentre faceva delle misure barometriche, osservazioni meteorologiche e piani precisi che completavano l’informazione sulle diverse regioni che esplorò. Particolare fu anche il suo interesse per tutto quanto poté conoscere e scoprire delle popolazioni autoctone ormai estinte: proprio grazie alle sue indagini sugli Incas infatti, Raimondi fu il primo a indicare l’ubicazione esatta del sito archeologico di Machu Picchu nella sua opera cartografica, stampata tra il 1887 e il 1897. Per il suo impegno, la sua personalità, e i suoi meriti intellettuali, Raimondi venne riconosciuto come membro illustre delle più importanti associazioni scientifiche del mondo dell’epoca, tanto da essere nominato membro onorario della Reale Società Geografica di Londra, della Società italiana di Antropologia, Etnologia e Psicologia Comparata e della Società Geografica di Parigi; mentre a livello nazionale fu onorato in vita con il titolo di Dottore in Scienze Naturali e nominato Professore Onorario della Facoltà di Medicina, riconoscimenti concessi dalla Università “Nacional Mayor de San Marcos”.
La mostra “Tesori di Cusco. L’impronta di Antonio Raimondi”, organizzata dal Museo Raimondi con la collaborazione dell’Ambasciata d’Italia a Lima, dell’Istituto Italiano di Cultura e di sponsor locali pubblici e privati, è quindi caratterizzata da una raccolta di acquerelli, disegni e incisioni che documentano l’attività scientifica dello studioso italiano nella regione di Cusco. Sono inoltre messi in risalto l’apporto di Raimondi alla moderna archeologia peruviana, e la sua particolare considerazione per il passato inca, da lui valutato come elemento essenziale nel processo di definizione dell’identità nazionale del Perù.
L’esposizione resterà aperta al pubblico fino al 30 settembre 2015.
                                                                                               Marisol BERTERO

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