OPERA DOMANI/OPERA EXPO 2015

Come ormai tradizione il Teatro Fraschini di Pavia, tra i fondatori del progetto “Opera domani” di Opera Lombardia ideato per i ragazzi, presenta lo spettacolo Milo, Maya e il giro del mondo, giovedì 30 aprile a partire dalle ore 9.30 per tre recite successive nella stessa giornata. Quest’anno va in scena un’opera lirica contemporanea per bambini e ragazzi dai 6 ai 14 anni sui temi dell’Expo Milano 2015: “nutrire il pianeta, energia per la vita”. Un progetto di teatro musicale preceduto da percorsi didattici per le scuole, un approccio pratico all’opera lirica ed alla musica contemporanea, attraverso una storia accattivante che diventa uno spettacolo musicale a cui il pubblico è chiamato a partecipare dalla platea, cantando alcune brevi arie ed interagendo con semplici oggetti costruiti a scuola. L’opera, Milo, Maya e il giro del mondo, composta dal giovane maestro Matteo Franceschini su libretto di Lisa Capaccioli. Lo spettacolo ha recentemente vinto il prestigioso Premio Fedora – Rolf Liebermann’ per l’Opera 2014, riconoscimento che prende il suo nome dal Circolo Filantropico Europeo per l’Opera e il Balletto, Fedora, un’organizzazione non-profit nata nel gennaio 2014, con lo scopo di supportare l’innovazione ed i talenti emergenti nel campo della musica lirica e del balletto. L’azione si svolge in una metropoli, in una giornata di giugno, dopo l’ultimo giorno di scuola. Ultimo giorno di scuola prima delle vacanze estive, Milo vuole invitare Maya ad uscire ma è sopraffatto da Gian Gianni, il bullo della scuola. I due si contendono l’attenzione della ragazza: Gian Gianni le propone di andare in vacanza con lui e I suoi genitori. Milo invece promette a Maya di portarla a fare il giro del mondo con soli 20 euro. Gian Gianni lo deride, anche perché Milo è un ragazzo povero, ma la sua proposta è talmente bizzarra che Maya, che è una ragazza molto curiosa, accetta. I due partono in bicicletta per il loro viaggio, inseguiti da Gian Gianni sul suo motorino. L’avventura inizia, ogni quartiere della città rappresenta un continente nel quale i ragazzi trovano un ristorante dove assaggiare piatti tipici, ma soprattutto possono entrare in contatto con una nuova cultura. Gian Gianni li pedina e i suoi tentativi di boicottare e rovinare l’atmosfera della serata sono fra i passaggi più divertenti dell’opera. L’opera e il viaggio si chiudono con un dessert americano accompagnato da un happy end e dalla promessa dei protagonisti di viaggiare nuovamente insieme. Comporre per un pubblico giovane è sempre una sfida creativa molto interessante che impone un confronto con problematiche compositive nuove e tutt’altro che semplici. I ragazzi sono curiosi per definizione. L’obiettivo (e credo, in senso più generale, anche la responsabilità di un artista) è di alimentare questa curiosità, considerandola un punto di partenza. L’opera “Milo e Maya” non vuole rinunciare alla complessità creativa e di concezione, purché questa sia sinonimo di ricchezza, di profondità, di stimolo all’ascolto e non sia gratuita ed auto-referenziale. La mia ricerca in questo senso risiede nella molteplicità dei livelli di fruizione e lettura dell’opera. Chi possiede una conoscenza musicale di un certo livello, all’ascolto può dimostrare soddisfazione ed interesse esternando una curiosità nello scoprire ed approfondire la scrittura dell’opera, le modalità strumentali, toccando con mano la ricerca alla base della composizione. Al tempo stesso, chi è meno conoscitore non deve rimanere disorientato, bensì avvertire qualcosa che lo colpisca nel suono, nel gesto e nella “teatralità” della partitura. Per una ricerca di questo tipo, il teatro musicale rappresenta il luogo più fertile. Nello specifico, mi interessa particolarmente sviluppare una drammaturgia dell’immaginazione e dell’interpretazione. Amo poter creare un dramma che travolga la percezione e i sensi del pubblico, che tolga la certezza di ciò che accadrà, e di conseguenza disilluda le aspettative. Il viaggio immaginario di Milo e Maya accarezza mondi musicali diversi, filtrando le varie suggestioni e sviluppando un approccio analitico con la musica popolare; la partitura cerca di scovare un folclore “fuori dal tempo”, di far coesistere nell’opera culture differenti, dove le diversità d’espressione possa esprimersi attraverso la molteplicità dei modi di esecuzione. Info: http://www.teatrofraschini.it/ù
                                                                                                           Michele OLIVIERI

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