LA MISTERIOSA SCOMPARSA DI W

Una donna qualsiasi, di nome V, nata in modo funambolico – “e in quell’attimo, miracolo, per la gioia a tutti i parenti ricrebbero i capelli, e una suora cresimina si spoglio dalla sua palandrana rivelando un corpo stupendo, abbronzato, nato per l’amore…” – ripercorre, follemente, comicamente, la sua vita, alla ricerca del suo pezzo mancante W. V è una parte che cerca il suo tutto e in questo monologo paradossale, ridicolo e doloroso, si interroga sul senso di infelicità e incompletezza. Nel farlo indaga su povertà e guerra, amicizia e intolleranza, giustizia e amore: “sono stata con Wolmer 6 anni e 2 mesi. Abbiamo totalizzato 12.346 baci e 854 coiti con una media di orgasmi per lui del cento per cento, per me del sedici per cento, media complessiva, secondo lui, del cinquantanove per cento, che non è male.” Tutto sembra sfaldarsi attorno a lei: scompare il coniglietto Walter, viene a mancare il nonno Wilfredo, sfuma l’amicizia con la compagna di scuola Wilma e si chiude squallidamente la storia d’amore con il fidanzato Wolmer. In questo testo la parola di Benni, agile e dissacrante, è sostenuta dall’interpretazione di Ambra Angiolini, per la prima volta sola in palcoscenico, dopo il David di Donatello e il Nastro d’Argento per il film Saturno contro. V ci racconta la lotta e la rabbia che sta dentro la necessita di sopravvivenza e la difesa dello spirito critico, in un copione teatrale dove il comico e un tocco di magica follia che trasforma l’angoscia in risata liberatoria. Dalla Rassegna Stampa: “La donna di oggi macina tutte le sue contraddizioni in un nirvana svitato e ovattato o invece assembla a colpi netti i pezzi che non combaciano? Messa di fronte a questo dilemma, Ambra Angiolini non ha dubbi. Al suo debutto teatrale assoluto con un monologo, che con il piglio di chi conosce bene il pubblico trasforma in “one woman show”, l’attrice dimostra di non essere un tipo da mezze tinte e da mezze misure. Silvana Zanovello, Il Secolo XIX” / “Sognante, sentimentale e bambina nelle farneticazioni e ne pensieri sublimi dei suoi mondi possibili; semplice e commovente a esagerare insicurezza, timidezza, falsità, Ambra dà un’immagine di sé-attrice forte e sicura. Il resto lo fa uno dei testi più riusciti di Benni, intelligente e ribelle, con pudore e sarcasmo. Anna Bandettini, la Repubblica” / “Ambra Angiolini è la straordinaria interprete di La misteriosa scomparsa di W. Stefano Benni scava nei recessi più intimi e indiscreti di una femminilità violata, a tratti umiliata e offesa, a tratti generosamente esaltata. La Angiolini riesce a materializzare quella femminilità singolare attraverso una corporeità esuberante e dilagante: le basta un semplice gesto, uno sguardo, un diverso tono di voce per renderla sostanza pulsante, esprimendola con calore e colore fisico. Una prova d’attrice che sorprende molto positivamente. Emilia Costantini, Corriere della Sera”. In scena dal 14 al 19 aprile presso il Teatro milanese Elfo Puccini, sala Shakespeare. Info: tel. 02.0066.06.06, www.elfo.org
                                                                                                          Michele OLIVIERI

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