CAROLYN CARLSON COMPANY

Un nuovo grande appuntamento al Teatro Coccia di Novara: mercoledì 22 aprile 2015 alle 21 Carolyn Carlson Company presenta Short Stories: Mandala, Immersion e Wind Woman. L’evento è organizzato da Fondazione Teatro Coccia in collaborazione con Ater Balletto, e correlato al progetto PerCorpi Visionari. Queste nel dettaglio le coreografie: “Mandala”: Un cuore che batte, che pulsa vita in un corpo che a sua volta ondeggia, volteggia. Mandala affascina lo spettatore con il suo ritmo ipnotico, accompagnato dalla musica intensa di Michael Gordon. Al cerchio dell’ens?, che simboleggia sia l’universo sia il gesto artistico perfetto, si aggiunge anche il riferimento agli agroglifi, motivi circolari apparsi nei campi di grano. Manifestazioni geometriche dalle origini misteriose, appaiono come un messaggio emesso da una forza dello spirito, forse venuta da altrove, e sembrano volerci ricordare le forze sconosciute che ci circondano. Sara Orselli dà corpo a questo solo, risultato della complicità che la lega a Carolyn Carlson da oltre un decennio. “Immersion”: «Water lady» eterna, Carolyn Carlson incarna il gesto puro e unico come un’espressione del movimento acquatico nella sua metamorfosi infinita. Al suono delle onde, la coreografa s’immerge nella sua fluidità, nella sua intensa presenza dalle profondità insondabili. Come preludio alla creazione eau interamente dedicata al suo tema prediletto, Carolyn Carlson offre al pubblico la visione affascinante di una danza mossa dalla forza vitale dell’elemento naturale. “Wind Woman” Carolyn Carlson esplora il senso dell’effimero. Il vento che soffia e corre via mostra a volte estrema dolcezza e altre volte una forza terribile. Céline Maufroid, interprete di sue creazione da diversi anni, si è messa all’ascolto dei respiri che ci circondano e che emaniamo dal nostro interno. Ogni essere vivente, con la respirazione, rappresenta una macchina che crea vento. Wind woman rivolge a ciascuno di noi un invito ad ascoltare, a sentire il respiro del mondo e della propria anima. Carolyn Carlson nata in California, si definisce innanzitutto una nomade. Dalla baia di San Francisco all’Università dello Utah, dalla compagnia di Alwin Nikolais di New York a quella di Anne Béranger in Francia, dall’Opéra di Parigi al Teatrodanza de La Fenice di Venezia, dal Théâtre de la Ville a Helsinki, dal Ballet Cullberg alla Cartoucherie di Parigi, da la Biennale di Venezia a Roubaix, Carolyn Carlson è una viaggiatrice instancabile, in continua ricerca, sviluppo e condivisione del suo universo poetico. Ereditaria della composizione coreografica e della pedagogia di Alwin Nikolais, è arrivata in Francia nel 1971. L’anno successivo con Rituel pour un rêve mort ha firmato il manifesto poetico del suo stile, che non ha mai abbandonato: una danza decisamente votata alla filosofia e alla spiritualità. Al termine “coreografia” Carolyn Carlson preferisce “poesia visiva” per definire il suo lavoro. La creazione delle sue opere è una testimonianza del suo pensiero poetico e della sua forma d’arte in cui il movimento ricopre un posto privilegiato. Da quattro decenni vanta un’influenza e un successo considerevoli in diversi Paesi europei. Ha ricoperto un ruolo fondamentale nella nascita della danza contemporanea in Francia e in Italia con il GRTOP all’Opéra di Parigi e al Teatrodanza de La Fenice di Venezia. Ha creato più di 100 coreografie, di cui molte fanno parte delle pagine più importanti della storia della danza, da Density 21,5 a The Year of the horse, da Blue Lady a Steppe, da Maa a Signes, da Writings on water a Inanna. Nel 2006 la sua carriera è stata coronata da un Leone d’Oro, non era mai accaduto prima che alla Biennale di Venezia un coreografo ne fosse insignito. È inoltre Commendatore dell’Ordine delle Arti e delle Lettere e ufficiale della Legione d’onore. Direttrice artistica fondatrice dell’Atelier de Paris-Carolyn Carlson, dal 2014 per un periodo di due anni è artisita associato al Théâtre National de Chaillot, dove ha sede la Carolyn Carlson Company. www.fondazionetratrococcia.it.
                                                                                                           Michele OLIVIERI

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