BIRD’S DANCE PROJET

Matteo Levaggi, si dedica ad un progetto interamente dedicato ai giovani e alla promozione della danza contemporanea, offrendo ai più talentuosi un’esperienza sul campo. Nasce cosi “Bird’s Dance Projet” in “Ali”, prima italiana al Ponchielli di Cremona mercoledi 25 febbraio. La musica per questo spettacolo è stata appositamente composta da Carlo Boccadoro per il violinista Francesco D’Orazio ed è dedicata a Matteo Levaggi. Partendo dalle difficoltà che i giovani danzatori oggi incontrano nell’affermarsi e nel costruire la propria professione, “Bird’s Dance Project” apre un’opportunità, offrendo la possibilità di lavorare con un giovane, affermato coreografo del calibro di Matteo Levaggi. Non stage o laboratori formativi, ma la creazione di più spettacoli i cui protagonisti saranno giovani talentuosi, che vogliano misurare le proprie capacità e che intendano mettere in gioco creatività, passione e dedizione, energia e volontà. Una porta aperta sul mondo della danza contemporanea, lavorando sul campo, per costruire non più la propria formazione di base, ma una prima tappa della professione. Il lavoro in un piccolo gruppo, un primo nucleo di compagnia, rappresenta inoltre un’altra opportunità, per crescere in modo armonico, confrontandosi e imparando tramite un costruttivo lavoro in comune. Bird, un titolo che richiama gli uccellini che devono lasciare il nido e che hanno bisogno di allenamento e d’incoraggiamento per affrontare il vuoto e poi volare liberi. Una significativa produzione. “Ali” per affrontare lo spazio, l’ignoto, per liberare la propria energia, per esprimere le emozioni, per disegnare il corpo nello spazio e andare oltre i propri limiti. “Ali” per passare da allievo a protagonista, per guardare avanti, per imparare dalle esperienze e dagli esempi a trovare la propria strada. Uno spettacolo per esprimere tutto ciò con la danza, con l’energia, con la passione, per abbandonarsi alla musica e viverla integralmente, con Matteo Levaggi, con il suo linguaggio intenso e creativo, un giovane con i giovani. La danza si proiettata verso l’invenzione pura del movimento, della dinamica, in rapporto allo spazio e al tempo, ma anche ad un proprio ritmo interiore, capace di costruire una poetica tra i danzatori che a loro volta offrono al pubblico. Una coreografia compatta, ma che, come suggerisce il titolo, scatena un’energia in continua espansione, che vola al di fuori del corpo stesso. La brevità delle sequenze di danza fa sì che lo spazio ci sembri sfuggire. Il balletto richiede grande sforzo ai danzatori che entrano ed escono dalla scena velocemente, da soli, in coppia, a gruppi, ottenendo un effetto di pieno e vuoto, chiaro e scuro. Lo spettatore avrà così l’impressione di vedere al microscopio, godendo dei dettagli del movimento delle braccia, qui volutamente accentuate. www.teatroponchielli.it

                                                                                                           Michele OLIVIERI

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