Missione ‘Rosetta’: Italia protagonista

E’ durato ben 10 anni il viaggio della sonda spaziale Rosetta e del lander Philae, partiti il 2 marzo 2004 da Kourou (Guiana Francese) e atterrati il 12 ottobre 2014 sulla cometa 67P/Churyumov?Gerasimenko.
Questa straordinaria missione, che testimonia ancora una volta quanto l’uomo sia curioso di conoscere quanto lo circonda, è nata come idea già nel 1985 quando il Solar System Working Group dell’ESA propose che una delle missioni più importanti per il programma Horizon 2000 dovesse essere una missione di prelievo di campioni cometari con ritorno sulla Terra. Da allora sono cominciati gli studi e le sperimentazioni, fino appunto al 2004. L’obiettivo di Rosetta era chiaro: doveva entrare in un’orbita molto lenta intorno alla cometa e progressivamente rallentare la sua orbita fino ad arrestarla in modo da prepararsi alla discesa del lander. Il suo viaggio ha coperto oltre 6 miliardi di chilometri, sfruttando più volte l’effetto “fionda gravitazionale”: infatti la sonda è stata accelerata una volta dall’incontro con Marte e tre volte da quello con la Terra; ha volato in passaggi ravvicinati con gli asteroidi Steins nel 2008 e Lutetia nel 2010. Ha poi proseguito il cammino in stato di ibernazione dal 2011 al 2014 per raggiungere l’orbita della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko tra Marte e Giove. Ha iniziato ad orbitare attorno ala sua “preda” nel mese di agosto.
Tutto questo, che di suo è strabiliante, non sarebbe potuto accadere senza il contributo tecnico?scientifico italiano. Le società di Finmeccanica Selex ES, Telespazio e Thales Alenia Space, hanno contribuito in maniera decisiva al successo della missione Rosetta grazie ai numerosi strumenti e sistemi di terra e di bordo della sonda Philae, a partire dalla speciale trivella, il Sample Drill and Distribution (SD2) realizzato da Finmeccanica – Selex ES, che trapanerà il suolo della cometa fino a una profondità di 30 centimetri. L’SD2 acquisirà campioni di materiale cometario per consentirne l’analisi in loco, allo scopo di fornire importanti informazioni sulla nascita e l’evoluzione del Sistema Solare. Inoltre la società ha realizzato l’A-STR (Autonomous Star TRacker), il sensore per la determinazione d’assetto della sonda che ha consentito a Rosetta di orientarsi nello Spazio e di puntare correttamente l’antenna per inviare i suoi segnali a Terra; la telecamera NAVCAM per la navigazione spaziale della sonda; lo spettrometro VIRTIS (Visible and InfraRed Thermal Imaging Spectrometer) in grado di rilevare le caratteristiche termiche della cometa; lo strumento GIADA (Grain Impact Analyser and Dust Accumulator) per l’analisi delle polveri e delle particelle della cometa; i pannelli fotovoltaici (Photovoltaic Assembly), i più grandi mai realizzati per una missione scientifica dell’ESA, con una superficie di 62 metri quadrati e una lunghezza di circa 14 metri. Altri pannelli solari più piccoli, per un totale di circa 2 metri quadrati, ricoprono le facce esterne del lander Philae, consentendo ai suoi strumenti di funzionare sulla superficie della cometa.
Finmeccanica – Telespazio, con la sua controllata Telespazio VEGA Deutschland, ha ancora progettato e realizzato per l’ESOC, il Centro Europeo per le Operazioni Spaziali, il sistema di controllo e pianificazione della missione, nonché il sistema di simulazione in tempo reale della sonda. Esperti di Finmeccanica – Telespazio fanno parte del team operativo ESA che ha gestito Rosetta e la sua traiettoria di avvicinamento e rivoluzione intorno alla cometa, nonché del team dell’Agenzia Spaziale Tedesca (DLR) che si occupa del lander Philae, con la responsabilità della sua gestione tecnica.
Thales Alenia Space invece è coinvolta nella missione per le attività di assemblaggio e integrazione del satellite. Ha inoltre provveduto alla definizione e all’approvvigionamento delle attrezzature meccaniche ed elettriche di supporto a terra. Oltre ad aver avuto un ruolo cruciale durante la campagna di lancio, l’azienda ha anche realizzato lo speciale trasponditore digitale di bordo del satellite, operante in banda S e X, essenziale per il collegamento tra la sonda e la Terra.
In pratica, molto di quello che verrà scoperto attraverso lo studio della cometa è merito del genio e dell’industria italiana.
                                                                                                          Marisol BERTERO

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