New York: “The Macchiaioli”

Negli Stati Uniti, ancora una volta, si dimostra forte la fame di conoscenza, soprattutto per qualcosa che riguarda l’Italia: e l’Istituto italiano di culture di New York ha deciso di inaugurare per il mese di ottobre una nuova mostra pittorica e artistica. Sarà infatti il turno dei macchiaioli, artisti italiani che inventarono uno stile pittorico tutto loro nella seconda metà del 1800, in un’esposizione intitolata proprio: “The Macchiaioli”, curata da Marco Bertoli.
Gruppo di artisti rivoluzionario e separatista, quello dei macchiaioli voleva sottolineare che la pittura è un’arte verista, al contrario di quanto sempre espresso nel Romanticismo e nel Neoclassicismo, spiegando che l’immagine del vero è un contrasto di macchie di colore e di chiaroscuro, che cercavano di ottenere su tela tramite la tecnica dello specchio nero, e cioè utilizzando uno specchio annerito con il fumo al fine di rendere più forti ed esaltanti i contrasti chiaroscurali all’interno del dipinto. Per loro l’arte consisteva “nel rendere le impressioni che ricevevano dal vero col mezzo di macchie di colori di chiari e di scuri”. Vengono considerati gli esponenti di maggior spicco del movimento gli artisti: Giovanni Fattori, Silvestro Lega e Telemaco Signorini, che peraltro avranno numerose delle loro opere esposte proprio a New York in questi giorni.
L’esposizione “The Macchiaioli” rientra nell’ambito di un progetto più ampio dell’Istituto Italiano di Cultura, che ha come obiettivo finale quello di valorizzare il patrimonio artistico italiano, facendolo conoscere anche al vasto pubblico americano, fin nelle sue correnti meno popolari, che però hanno dato la spinta giusta allo sviluppo dell’arte moderna. La mostra conterà all’incirca venti dipinti, provenienti da collezioni private italiane, tra i quali segnaliamo: “La battaglia della Sforzesca” e “Cavalleggeri in perlustrazione” di Giovanni Fattori, “La bigherinaia” di Silvestro Lega, “Giovane trecciaiola” di Cristiano Banti e la piccola tavola “Papin de Lilela” di Telemaco Signorini, “L’Arno alle Cascine” di Serafino De Tivoli.
La rassegna vuole dare un piccolo saggio di un movimento artistico che non solo si pone come il più innovativo e all’avanguardia in campo internazionale, ma sarà quello che in gran parte ispirerà l’Impressionismo.
                                                                                                         Marisol BERTERO

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