Casorati: mostre tra Europa e Americhe

La Fondazione Ferrero di Alba e la GAM (Galleria Civica d’Arte Moderna e Contemporanea di Torino) in collaborazione con la Soprintendenza per i Beni Storici, Artistici ed Etnoantropologici del Piemonte, inaugureranno il prossimo 25 ottobre, ad Alba, una mostra “museo” dove si potranno ammirare sessantacinque dipinti del noto pittore Felice Casorati, quaranta dei quali dalle collezioni di musei e istituzioni nazionali e internazionali.
La mostra “Felice Casorati. Collezioni e mostre tra Europa e Americhe” curata da Giorgina Bertolino, è una personale dedicata alla ricerca, al percorso interiore dell’artista e al suo linguaggio pittorico. Casorati, contribuì indubbiamente a rinnovare il linguaggio artistico del tempo. Come dichiarò lui stesso nel 1943 : “Per parecchie generazioni i Casorati sono stati degli scienziati- moltissimi medici e molti matematici…Questa discendenza può dar fondata ragione a chi ha parlato dell’ordine scientifico della mia pittura, della razionalità che mi sospinge verso l’estrema definizione, come è nei filosofi, nei matematici ed in taluni musicisti…” Quel rigore dunque che lo caratterizzò fino alla fine in una sorta di “realismo magico”. È questo uno dei tratti che la mostra si prefigge di analizzare, assumendo le Biennali veneziane come punto privilegiato di osservazione. Sono dodici le edizioni documentate nelle sale della Fondazione, attraverso singole opere (1907,1910,1912) che saranno in grado di ricostruire la partecipazione dell’artista alle mostre degli anni
successivi fino alla postuma del 1964. Il percorso espositivo è introdotto dal “Ritratto della sorella Elvira” che diede inizio alla sua prima stagione pittorica (esordì alla Biennale di Venezia nel 1907), con dipinti di chiara matrice naturalistica che declinano il tema delle età femminili: “Le vecchie comari del 1908”, “Le ereditiere” e “Bambina su un tappetto rosso”.
Nella mostra sarà presente una vera e propria “galleria di ritratti”: quelli dedicati alla moglie Daphne Maugham e ai familiari, amici, intellettuali, artisti che hanno fatto parte dell’ambiente cosmopolita che l’artista frequenta lungo tutti gli anni Venti.
La grandezza di questa mostra, promossa e sostenuta dalla Fondazione Ferrero, sta proprio nel voler mostrare al pubblico le opere, normalmente distanti, una accanto all’altra per poter godere della complessità artistica del pittore.
La sezione delle opere dedicate agli anni Trenta, si apre con la “Venere bionda”, esposta nel 1937 nel Padiglione italiano dell’ Exposition Internationale di Parigi, ma non solo, i prestiti del Detroit Institute of Arts offriranno la possibilità al pubblico di poter vedere per la prima volta in Italia, il “Ritratto di mia moglie”, esposto al Premio Carnegie, nel 1933 e nel 1936, e “Icaro”, presentato nel 1939. Altri quattro dipinti, provenienti dal Museu de Arte Contemporânea da Universidade de São Paulo, illustreranno il decennio successivo.
La mostra, grazie all’alto valore culturale e alla cura nella realizzazione si propone di rivolgersi ad un pubblico vasto, di studiosi e appassionati dell’Arte, per questa ragione la Fondazione Ferrero, promuoverà nei grandi spazi dell’allestimento, un articolato programma di visite, incontri e approfondimenti, dalla proiezione di un documentario e dalle attività educative destinate alle scuole, progettate dalla Fondazione in collaborazione con il Dipartimento Educazione della GAM di Torino. 

La pittura di Casorati è una pittura che gioca a sfiorare il confine tra la materia e lo spirito, in un’atmosfera di magia dove le figure e gli oggetti plasmano una loro nuova identità filtrata dall’occhio attento di un artista che grazie ad un’accurata stilizzazione delle forme, è riuscito a dare vita come sostenne lui stesso ” alle cose immobili e mute, gli sguardi lunghi, i pensieri profondi e limpidi, la vita di gioia e non di vertigine, la vita di dolore e non di affanno”.
La mostra sarà visitabile fino al primo febbraio 2015.
Per Info e costi consultate il sito della Fondazione www.fondazioneferrero.it
Didascalia Immagine
La Signora Elisabeth Albrecht, 1925 ca., Bayerische Staatsgemäldesammunglen München
Pinakothek der Moderne.
© 2014. foto Scala, Firenze/BPK, Bildagentur fuer Kunst, Kultur und Geschichte Berlin
                                                                                                                         Silvia BERLINGUER

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