La Sartiglia: emozione senza tempo

Si è conclusa da poco la storica giostra della Sartiglia, che da cinquecento anni si corre nell’antica città medievale di Oristano.
Il momento storico della Sartiglia è da collocarsi nell’Europa medievale delle crociate, epoca di grande fervore per i giochi equestri e le giostre. Studi recenti riguardanti la storia della Sartiglia, at-traverso i documenti custoditi nell’archivio storico comunale, indicano la data del 1546 in cui si parla di una Sortilla, organizzata per l’imperatore Carlo V. Altri documenti più tardi testimoniano l’acquisto degli stocchi (la lancia di legno bianco utilizzata da Su Componidori per l’ultima corsa alla stella) da parte dell”autorità cittadina in una bottega del falegname. Questi dati ci portano a pensare che probabilmente in origine la Sartiglia fosse organizzata dall’autorità municipale e solo in seguito affidata ai gremi (corporazioni), le società di mestiere operanti nella città Regia, a partire dal XVI secolo, che la regolamentano tuttora. La storica giostra oristanese rientra, come molte altre manifestazioni analoghe, nell’ambito delle corse ad anello. La sua peculiarità è quella di non essere una semplice corsa all’anello ma anche un vero e proprio rito propiziatorio. Simbolo di buona sorte è sicuramente quello che gli oristanesi chiamano “sa pipia e’maju” letteralmente “la bambina di maggio” un doppio mazzo di viole e mammole, avvolto nei lunghi gambi da un nastro di colore verde. Questo piccolo oggetto carico di simbolismo ieratico è quello che viene affidato nelle mani di Su Componidori, figura centrale della Sartiglia. Uno dei momenti più solenni della Sartiglia, nel primo giorno della corsa, è stata la vestizione di Su Componidori, al termine della quale è stata messa sul viso del cavaliere la misteriosa maschera. Le maschere che ogni anno indossano i ca-valieri hanno colori differenti per distinguere i gremi di appartenenza.
Il percorso della Sartiglia si è svolto intorno alle strade storiche del nucleo medievale della città. Da alcuni anni ormai i protagonisti a cavallo della manifestazione sono 120, in questa edizione hanno concorso 40 pariglie.
La Sartiglia narra la storia di un’antica città sarda ma è anche un patrimonio della nostra cultura, che noi italiani dobbiamo salvaguardare, per questo motivo è nata la Fondazione Sa Sartiglia onlus, grazie al Comune di Oristano, al Gremio dei contadini e al Gremio dei Falegnami per portare avanti un progetto culturale e di ricerca storica, con iniziative collaterali e proposte turistiche per mantenere vivo un passato storico, che appartiene al presente di un’isola, da secoli sede e testi-monianza diretta delle antiche culture indigene e delle maggiori potenze coloniali antiche. La mani-festazione che richiama a Oristano oltre 100 mila visitatori, è stata promossa in tutto il mondo.
La Sartiglia ha da sempre un forte potere evocativo, non solo nei giorni del carnevale, rappresenta da sempre il rispetto della tradizione che la Sardegna ha saputo custodire con attenzione nei secoli, in una stagione dell’anno sconosciuta ai molti turisti che l’affollano nel periodo estivo, cercando in essa, forse solo le acque limpide delle sue coste. Anche quest’anno la Sartiglia ha voluto regalare a tutti i suoi visitatori un “emozione senza tempo”.
Le immagini sono proprietà riservata della Fondazione Sa Sartiglia onlus, per informazioni sulla giostra, il sito della fondazione è www.sartiglia.info
                                                                                                    Silvia BERLINGUER

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