Vasari: l’Allegoria della Pazienza

Si inaugura oggi nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti a Firenze una mostra incentrata sul celebre dipinto del pittore aretino Giorgio Vasari, l’Allegoria della Pazienza, il capolavoro è una delle tele che il pittore elaborò per il Cardinale Leopoldo de’ Medici, committente dell’opera d’Arte. Il dipinto ha una storia collezionistica piuttosto difficile da ripercorrere, viene attribuita dagli storici dell’arte a pittori di rilievo che operarono nella corte di Cosimo I e allo stesso Giorgio Vasari. Le fonti sono concordi nell’affermare che fu proprio il vescovo di Arezzo, nonché ambasciatore di Cosimo I, uomo di grande cultura, a chiedere al pittore aretino, poco dopo il 1550, un dipinto che potesse incarnare una delle sue più nobili virtù caratteriali: l’arte della Pazienza. Vasari accettò di buon grado l’incarico e si ispirò per la realizzazione alla statuaria antica che arricchì con un vasto repertorio di simbologie legate alla sua epoca. Nacque così l’icona di una giovane fanciulla avvinta da una catena ad una roccia in paziente attesa che dal vaso colmo d’acqua sgorghino le gocce indispensabili per erodere la roccia e restituirle la libertà. L’immagine suscitò un grande successo e giunse alla corte ferrarese di Ercole II d’Este che non esitò a commissionare una nuova versione della Pazienza al pittore Camillo Filippi per destinarla alla cosiddetta “Camera della Pazienza” nella torre di Santa Caterina del Castello Ferrarese. La mostra che terminerà il 5 gennaio 2014 vuole ricostruire il complesso percorso iconografico che rappresentò il filo conduttore di molteplici committenze, l’Allegoria della Pazienza è diventata il riflesso pittorico di una virtù antica che la nostra tradizione ha da sempre tenuto in grande considerazione, è anche il ritratto velato del contesto artistico e socio-politico delle corti rinascimentali italiane.
                                                                                                             Silvia BERLINGUER

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